BI24_FLASH_LA LETTERA. Davide Zappalà, Fdi: “Azzolina, col suo stipendio, aiuta le imprese. L’M5S, col ‘Decreto dignità’, le blocca…”

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_Davide Zappalà (Fratelli d’Italia)
Egr. Direttore,
volevo commentare la notizia della settimana scorsa relativa all’On. Lucia Azzolina che ha girato una parte del suo stipendio da parlamentare al “Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese”. Innanzitutto per complimentarmi per il nobile gesto altruistico.
La settimana scorsa, però, il partito che l’On. Azzolina sostiene e che l’ha portata in parlamento, il Movimento 5 Stelle, ha varato il cosiddetto “Decreto Dignità” mirante ad incrementare la “dignità” del lavoratore scoraggiando le aziende ad assumere lavoratori a tempo determinato.
Questo obiettivo non è stato conseguito abbassando il cuneo fiscale o semplificando le assunzioni a tempo indeterminato, ma semplicemente disincentivando burocraticamente ed economicamente le assunzioni a tempo determinato.
Per formazione e riflessioni personali, lo scrivente non ritiene che le aziende siano malvagie quando assumono qualcuno senza garantirgli stabilità nel tempo, semplicemente sono loro stesse a non avere una produzione stabile in un mercato globale dove fluttua la domanda interna od esterna. Pensiamo alle aziende che lavorano col mercato statunitense, dove un Trump dal giorno alla notte pone dei dazi, se potrebbero permettersi di stabilizzare i propri lavoratori od hanno, viceversa, l’assoluta necessità di strumenti di flessibilità.
A queste aziende l’On. Azzolina, col suo voto in Parlamento e col suo impegno politico, complica la vita, le rende meno competitive, gli aumenta i costi per i dipendenti a tempo determinato, cambia loro le regole del gioco obbligandole a concentrarsi sull’organizzazione interna piuttosto che sui loro prodotti e la loro promozione. Dopo averle indebolite nei confronti della concorrenza globale elargisce poi loro 6.500 euro del proprio stipendio per aiutarle. On. Azzolina, la invito a riflettere sul proverbio “non dare al povero un pesce ma insegnali a pescare”.
Le aziende italiane non hanno bisogno della vostra elemosina ma di poter contare sulle stesse regole delle loro concorrenti in modo da potersi imporre sui mercati internazionali grazie ai prodotti di eccellenza, di design e di qualità che gli italiani han sempre dimostrato di saper produrre.

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