BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA. Piero Casula: “Il problema del patto Lega-M5S? Far capire ai primi le tendenze comuniste dei secondi…”

roberto-fico

_Piero Casula
La difficoltà maggiore (e peraltro più ripetitiva) fra la Lega di Matteo Salvini ed il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio resta quella di far comprendere ai leghisti puri (sempre più numerosi) le visibilissime tendenze ‘comuniste’ da parte degli esponenti ‘pentastellati’. Senza entrare nel dettaglio, è sufficiente seguire l’attività politico-parlamentare del Presidente della Camera dei Deputati On. Roberto Fico, che la settimana scorsa ha pubblicamente dichiarato (suscitando la gioia infinita della ‘compagna’ Laura Boldrini) la sua fede infinita nel comunismo, ed addirittura ‘vestendosi’ da rivoluzionario di sinistra.
Superato il momento iniziale di evidentissimo imbarazzo da parte di Luigi Di Maio (che a sua volta ha dovuto ‘parare gli insulti’ di Matteo Salvini), ecco che, immediatamente, ha avuto la prevalenza il Ministro del Lavoro (che, è doveroso ricordare,non ha mai ‘lavorato’ per un sol giorno), incapace di trattenersi e di contenersi neppure quando è al cospetto di imprenditori industriali ed artigiani, comunista anch’egli da sempre, con una capacità incredibile di dire autentiche ‘scemenze’ che costernano in modo visibile gli interlocutori, che probabilmente avrebbero il desiderio e la tentazione di ‘mandarlo a quel paese’ e che
invece, per educazione e rispetto istituzionale, debbono far finta di niente, provvedendo a rilasciare sulla stampa e sulle televisioni le dichiarazioni doverose di tono ovviamente ‘diverso’ rispetto a quelle liberamente ed incoscientemente rilasciate dall’On. Di Maio.
Fatte tutte queste osservazioni, resta decisamente forte la preoccupazione per una
maggioranza’ che, in concreto, ‘si sopporta’, continuamente correggendo ciò che gli uni dicono agli altri, e con un Presidente del Consiglio, a sua volta, debolissimo anche se ‘elegante’ e ‘signorile’ (ma non basta!). Non è assolutamente immaginabile ipotizzare di trascorrere un lungo quinquennio, lavorando con una maggioranza di fatto inesistente, così come abbiamo avuto modo di verificare dopo soli tre mesi di attività politica ed istituzionale. Noi in realtà siamo, purtroppo, pessimisti sul futuro del nostro governo e non siamo neppure capaci di immaginare una soluzione politica di tipo diverso: le soluzioni, in realtà, sono già state sperimentate tutte, nel corso dei decenni, ed il popolo italiano ci crede sempre di meno, così come dimostra il massiccio minor numero di votanti ed il numero dei voti nulli. Sono la nostra Italia e la nostra Europa che manifestano ormai la loro terribile ‘anzianità’ ed anzi la loro tremenda ‘vecchiaia’, dalle quali non siamo più in grado di ‘uscire’. La politica “giovane” è evidentemente quella americana di Donald Trump: forse non piace, ma certamente ha dimostrato che, se c’è novità istituzionale significativa, il mondo intero cambia. Se il pianeta intero può avere rilevanti modificazioni, di certo le può avere, più modeste, anche la nostra piccola Italia!

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