BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA. Guido Dellarovere: “Perché solo in Piemonte, non si può più andare a caccia di domenica?”

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_Guido Dellarovere
Oggi è una domenica di giugno. Se fossimo a settembre, da martedì, quando la nuova legge regionale sulla caccia verrà votata, i cacciatori piemontesi non potrebbero cacciare. E questo per una legge, dicono, figlia del compromesso e della discussione, ma in realtà ciò avviene solo in Piemonte, perché in nessuna altra regione si è pensato di togliere la caccia alla domenica per favorire non si sa bene poi quanti e quali turisti.
Venerdì ho aderito alla protesta e sono stato a Torino, da cacciatore convinto che la caccia non sia assolutamente un male, in primo luogo. E poi che i cacciatori devono conservare certi diritti come avviene in tutte le parti d’Italia.
C’era un mare di gente per dire basta, per dire che siamo stufi e che era meglio non averla questa legge e usare la vecchia legge nazionale 157: perché questa è figlia dell’inciucio, una legge da Prima Repubblica fatta da “accorducoli” dove non esiste programmazione. Non vi è nulla di nuovo se non ulteriori divieti per accontentare gli ambientalisti vecchi e nuovi.
Togliere le domeniche di settembre per i turisti. Per quale motivo solo in Piemonte si inventano ste cose? E poi su che basi? Vorrei sperare di studi e statistiche ma credo proprio di no. Noi piemontesi paghiamo come tutti i cacciatori italiani, lavoriamo gratis nei cda di Ca e Atc, facciamo censimenti e dobbiamo sempre solo subire i vizi e i diktat dei compagni verdi che manco partecipano se non con la lingua e dietro le scrivanie. E forse poi nemmeno di tutti, perché mi pare di aver capito che anche fra chi questa legge l’ha votata non ci sia stata la piena condivisione di pensiero.
Concludo dicendo che sarei curioso se per un anno nessuno andasse a caccia come farebbe la Regione a coprire le spese senza le entrate. Non illudiamoci però, i soldi dei cacciatori non servono per la caccia ma servono per tutto il bilancio regionale: mungere con gabelle e restrizioni e non concedere mai: questa è la caccia che vuole l’attuale Regione, che non trova affatto d’accordo i cacciatori.

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