BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Bravo Conte: l’orgogliosa rivendicazione del populismo”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
E’ dunque tranquillamente passata la fiducia, sia al Senato che alla Camera della Repubblica. Dell’intervento del Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte è piaciuta l’orgogliosa ‘confessione’ secondo cui si è volontariamente ed anche orgogliosamente intestato la qualifica di “populista”. Vale la pena di ricordare il titolo ed il sottotitolo dell’articolo apparso sul quotidiano “La Verità” del 6 giugno 2018 alla pagina 1: “Cosa cambia col governo del cambiamento”.
La prima volta a Palazzo Madama: Conte si intesta l’etichetta di populista. Ribadisce tutti i punti del contratto. Sì a flat tax, reddito di cittadinanza, lotta al business dell’immigrazione. Apertura alla Russia e cautela sull’Europa. Restano dubbi sulle coperture, ma i pentaleghisti vanno avanti”. Credo che la questione che forse ha stupito tutti gli avversari sia stata l’orgogliosa rivendicazione della etichetta di “populista”: ed effettivamente la ragionata ‘gioia’ e la grande responsabilità di sentirsi rappresentante del popolo fa sì che, anche da parte nostra, vi sia la dignità e la fierezza che, come è noto, mancano ormai alla sinistra.
E, per la prima volta, i ‘compagni’ hanno preso atto che c’è una politica che ha ‘ereditato’ l’unica parte ‘bella’ e ‘positiva’ della vecchia, ‘sofferta’ e gloriosa sinistra, ormai completamente abbandonata dalla ‘democristianeria’ prevalente. E’ una delle radicali differenze rispetto al recente (anzi anche recentissimo) passato: il cambiamento, dunque, in effetti ha caratterizzato e caratterizza la nuova e finalmente intelligente strategia del centro-destra che si oppone al vecchio e ‘frusto’ piano politico della sinistra che ha fatto irrimediabilmente il suo tempo.
Palmiro Togliatti ci sarebbe arrivato da solo! Gli attuali ‘comunisti’ sono dei semplici, banali, incolti e presuntuosi demo-comunisti, che hanno perduto definitivamente l’orgoglio di richiamare la loro storia (anzi, ormai non è più ‘loro’!) che, se anche da me non certo condivisa, era degnissima di rispetto.

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