BI24_FLASH_DALL’OSPEDALE: impiantato nel petto di un paziente, un “ombrello” che mette al riparo dal rischio di ictus

foto sala operatoria

_Riceviamo da Asl Biella e pubblichiamo:
È già a casa da diversi giorni il primo paziente trattato in cardiologia con la tecnica dell’“ombrellino”. Si tratta di un dispositivo che una volta impiantato assume la forma di un ombrello e serve a chiudere l’auricola (un piccolo recesso dell’atrio sinistro dove nei pazienti con fibrillazione atriale si formano piccoli coaguli).
Questo “ombrellino” serve a prevenire la movimentazione di coaguli nell’auricola; una protezione che impedisce la formazione di ostruzioni che andando in circolo possono generare ischemie cerebrali. Una procedura di cardiologia interventistica effettuata nella sala “Roberto Borsetti”, dove le attrezzature e le tecnologie presenti, dono della Fondazione Famiglia Caraccio, si sono rilevate preziose.
“Una volta avuto accesso nell’atrio destro per via venosa femorale bisogna spingersi fino all’atrio sinistro – spiega il direttore della cardiologia dott. Marco Marcolongo. È una procedura estremamente delicata ed è guidata ecograficamente utilizzando la tecnica transesofagea: questo tipo di esame diagnostico ci consente, infatti, di visualizzare l’auricola e prendere le misure per adattare il dispositivo su misura del paziente”. Una qualità di immagine ottimale grazie all’aggiornamento del software dell’ecocardiografo, dono congiunto del Rotary Club Biella e del Rotary Valle Mosso che consente la visione in tre dimensioni.
Il paziente trattato, 77 anni, è stato ritenuto candidabile alla procedura perché affetto da fibrillazione atriale e con evidenti controindicazioni ad assumere una terapia anticoagulante orale. La chiusura dell’auricola crea infatti una barriera di protezione per evitare la formazione di trombi in soggetti che hanno già una predisposizione a generarli. Tale procedura è indicata solo per i pazienti che hanno controindicazione all’uso della terapia anticoagulante a causa di un alto rischio di emorragia.
Un intervento multidisciplinare che ha visto operare in équipe più specialisti dell’Asl di Biella: i cardiologi Biondino Marenna e Simona De Vecchi, l’anestesista Luca Gramaglia, tecnici di radiologia, neurologi e infermieri supportati in questa occasione, in qualità di tutor, dal dott. Patrizio Mazzone, del laboratorio di elettrofisiologia del S. Raffaele e dalla dott.ssa Laura Lanzoni, ecocardiografista proveniente da Bergamo.

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