BI24_FLASH_BIELLA… AD ALTA VELOCITA’?/2. Barazzotto & c: “Una stazione intermedia, cambierebbe il senso del servizio”

vittorio_barazzotto

_Riceviamo e pubblichiamo:
Due associazioni di Chivasso hanno lanciato l’idea di realizzare una stazione di alta velocità che si colloca alle porte della Valle d’Aosta, ma anche, in modo non trascurabile, alle porte di Torino. I Frecciarossa collegano da anni in un’ora, in modo diretto, i due capoluoghi di Piemonte e Lombardia. Lo fanno in circa la metà del tempo impiegato dal regionale veloce che ferma nelle principali stazioni lungo il percorso.
Va da sé che aumentando il numero di fermate, o inserendone a piacere sulla tratta, a seconda delle infatuazioni del momento, si allunghi il tempo di percorrenza perdendo in buona parte il senso stesso di alta velocità. Concetto su cui insistono i consiglieri regionali di Biella, Vercelli e Novara Vittorio Barazzotto, Gabriele Molinari, Giovanni Corgnati e Domenico Rossi, spiegando come, nell’ipotesi eventuale che vi fossero risorse sufficienti, semmai, una fermata intermedia dovrebbe essere immaginata nel Piemonte orientale e Novara sarebbe il territorio ideale.
I quattro consiglieri del quadrante si trovano d’accordo sul fatto che l’alta velocità debba restare tale quale la definizione impone, perché diversamente si perderebbe il senso stesso del servizio. In tutti e tre i territori ci sono invece alcuni importanti e realistici obiettivi che devono essere concretizzati con una certa priorità fra cui l’elettrificazione della Biella-Santhià e la miglioria della Biella-Novara. L’elettrificazione della Biella-Santhià, in particolare, è un’opera già finanziata che va conclusa.
Aumentare la velocità sulla Biella-Novara, accorciandone i tempi di percorrenza, è poi un obiettivo altrettanto rilevante viste le notevoli risorse messe in campo da Rfi. Tutt’altro che fantasiosa, oltre che già discussa con l’Agenzia per la mobilità piemontese, l’ipotesi della fermata dei treni fast anche a Santhià. Affrontare temi che coinvolgono i cittadini deve essere un esercizio realistico e pragmatico. Non basta desiderare di salire sull’alta velocità sotto casa, perchè responsabilmente bisogna prendere atto che per essere definita tale, la linea ad alta velocità deve rimanere diretta e sfruttare al massimo la sua potenzialità, altrimenti non aiutiamo i passeggeri, ma penalizziamo le loro condizioni di viaggio.
In ultima analisi – concludono i consiglieri regionali – se proprio si dovesse immaginare una stazione intermedia, e fattibile, lungo il percorso, come è stato fatto con Reggio Emilia fra Milano e Bologna, con tutti i ridimensionamenti del caso, bisognerebbe guardare a Novara, dove peraltro quando la linea fu creata venne già abbozzato un punto idoneo per realizzare una stazione che però non fu mai attivata. Verso Novara, inoltre, guarda il prolungamento della Pedemontana, anch’essa in fase di realizzazione da Masserano a Ghemme, attraversando Gattinara.
Compito di un buon amministratore è anche comprendere che ci sono investimenti che vanno portati avanti con energia ed altri che vanno evitati responsabilmente. Le battaglie vanno combattute quando c’è un minimo di possibilità di successo e non contro i mulini a vento.

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