BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA. Raffaella Spaudo: “I vaccini, l’obbligo italiano e le scelte degli altri stati dell’Unione Europea…”

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_Raffaella Spaudo
Ultimo rinvio al 30 marzo per presentare alle scuole la documentazione che attesta l’avvenuta vaccinazione per i bambini e i ragazzi fino a 16 anni o, in alternativa, la richiesta di vaccinazione. Pena il divieto di accesso ai nidi e alle materne per i più piccoli, e una multa fino a 500 euro per gli altri.
L’Italia ha scelto la strada dell’obbligatorietà, in Europa invece c’è chi all’obbligo preferisce la raccomandazione. E chi ancora, come la Germania, ha adottato, unica in Europa, una via intermedia: nessun obbligo, ma necessità di un certificato per l’iscrizione a scuola. Le
scelte dei Paesi europei sulla migliore strategia da adottare “dipendono da ragioni di tipo storico, culturale e politico più che basate sull’evidenza scientifica”.
L’Italia dunque è severissima e non lascia spazio al dialogo ne’ alle convinzioni personali, ma nel nostro Paese avviene uno sbarco massiccio di immigrati i quali ricevono visite mediche superficiali e frammentarie e non sono tenuti in quarantena per la sicurezza della popolazione.
In Italia la quota di popolazione immigrata è in continua crescita e i dati di copertura vaccinale sono scarsi, manca una metodologia sistematica per la raccolta dei dati, manca documentazione sanitaria individuale del Paese di origine, sussiste il grosso problema
dell’irregolarità, dei clandestini, ci sono barriere culturali, linguistiche, burocratiche, amministrative e“paradossalmente”, come riportano differenti studi, risultano carenze significative nelle vaccinazioni sui migranti che arrivano in Europa.
In Italia si evidenzia una prevalenza di epatiti virali superiore al 15% tra i pazienti immigrati, nonché carenze riguardanti epatite A-B, rosolia, morbillo, difterite, tetano, pertosse e febbre tifoide”. Non mi sembra che a queste persone venga negato di circolare in luoghi pubblici, eppure si corre il rischio pur di non offenderli con il timore che possano pensare che siamo razzisti se vogliamo imporre loro controlli medici e vaccini.

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