BI24_FLASH_LA QUESTIONE. Foibe, G8 a Genova e social forum: Bresciani risponde a Moscarola. “Cosa ho detto di censurabile?…”

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_Riccardo Bresciani (consigliere maggioranza Biella)
Il consigliere del Comune di Biella della Lega ha dunque presentato una interrogazione al Sindaco perchè prenda le distanze da alcuni miei commenti sui social e precisamente riguardo a una mia frase sulla giornata del ricordo: “è stata voluta da certa destra fascista per contrastare la giornata della memoria” e a un’altra in cui sostenevo: “Basta che qualcuno smetta di infiltrare violenti e provocatori… vedi Genova”. Ma cosa trova il Consigliere in questione di censurabile?
Nel primo caso chi scrive forse non conosce la differenza tra il verbo volere e il verbo votare. Lo so anch’io da chi è stata votata. Ma a volerla è stata Alleanza nazionale che l’ha poi presentata insieme a Forza Italia e ad alcuni di Margherita e NCD. L’estrema destra già da anni spingeva perchè fosse valorizzato il ricordo delle foibe. Si potrebbe forse obiettare che ho dato per scontato che Alleanza Nazionale si sia fatta influenzare dai gruppi di estrema destra, o che al suo interno ci fossero fascisti, in questo caso forse qualcuno di loro si offenderebbe se sostenessi il contrario.
Ho quindi riportato un giudizio storico condiviso da diversi studiosi. Cito per tutti Angelo Del Boca “la Giornata del Ricordo, con la quale si commemorano le vittime delle foibe, serviva alle destre al potere per controbilanciare la Giornata della Memoria, istituita per le vittime della Shoà. Una guerra di “memorie” che nulla c’entra con la storia”. Per chiarezza, sul tema delle Foibe in altri commenti, prossimi a quelli incriminati, ho espresso la mia posizione di piena condanna a quanto avvenuto, nonché agli inni cantati a Macerata, a dimostrazione che il fascismo non è prerogativa di una parte politica.
Mi permetto però di ricordare che rispetto alla Shoah le Foibe non hanno la stessa causa. Gli ebrei non avevano compiuto gesti violenti nei confronti del popolo tedesco o italiano, quello che subirono si chiama genocidio. Le Foibe sono state la vendetta nei confronti della violenza nazionalista e fascista contro le popolazioni Slave, quello che subirono gli italiani va considerata una epurazione politica da parte di un regime nascente. Conoscere la cause fa parte di un processo storico volto a tentare di non ripetere eventi odiosi, non certo a giustificare gli effetti.
Passando al secondo commento citato mi si accusa di aver scritto parole lesive nei confronti delle Forze dell’Ordine in riferimento al comportamente non coerente con il loro ruolo, in particolare per quanto avvenuto a Genova nel 2001. Il Consigliere in questione dovrebbe allora prendersela con i tribunali italiani e di Strasburgo che hanno condannato il comportamento di un certo numero di uomini delle forze dell’ordine per i fatti di Genova.
Sullo specifico della infiltrazione faccio riferimento sia al processo in Inghilterra per un poliziotto infiltrato a Genova, sia per diverse testimonianze di giornalisti che hanno visto uomini vestiti da black block accolti in seguito da gruppi in divisa, ma anche vedere il film Diaz ha un suo perchè. Dobbiamo evitare la discussione su un tema ancora scottante Dobbiamo nasconderci per non vedere alcune storture del sistema? Qualcuno preferirebbe girare la testa dall’altra parte e non vedere tutte le responsabilità?
Dove stanno le parole lesive? Indagini e magistrati hanno dimostrato comportamenti deviati. In che modo, ammettere questa verità, pone in discussione la maggioranza assoluta di servitori dello stato che invece svolge con professionalità il proprio ruolo? Questa conclusione, implicita nelle parole del Consigliere della Lega, è molto offensivo nei
loro confronti.
Sarebbe come se io dicessi che nella Lega sono tutti ladri perchè Bossi è stato condannato nel 1995 per le tangenti Enimont e ultimamente per la truffa ai danni dello stato sui rimborsi elettorali; e invece voglio credere fermamente che non sia così. Insomma questo tentativo di censurare affermazioni che fanno parte di un dibattito innanzitutto storico su fatti che ci hanno coinvolto come società sembra ridursi a una caccia alle streghe in chiave elettorale.
Il Consigliere in questione non è nuovo a queste modalità di aggressione verbale, con interrogazioni e, soprattutto, sbattendo il mostro sui social, senza cura per i commenti violenti e lesivi della dignità della persona che ne derivano, ne sa qualcosa anche la Consigliera dei 5s. Sia chiaro che gli insulti verso di me, anche se meno invasivi che a lei perchè la vicenda non è arrivata a livello nazionale, hanno una responsabilità ben precisa, in chi usa questo modo squallido per far conoscere il suo nome agli elettori tirando fuori argomenti superficiali e mettendo insieme commenti avulsi dal contesto. Perchè, tra l’altro, i due rilievi sono commenti a post diversi, e non relativi allo stesso, come ambiguamente sostenuto nell’interrogazione.
In ultimo l’aspetto più importante. Io pretendo che fare politica sia un confronto di idee, programmi, obiettivi, attività e della relativa efficacia ed efficienza, senza delegittimare l’avversario politico a prescindere, con mezze verità, argomentazioni pretestuose, accuse
demagogiche e superficiali. La sua interrogazione data in pasto ai social cerca di radicalizzare il vizio nazionale della contrapposizione simile al tifo calcistico, un meccanismo che tende a allo scontro, alla destrutturazione sociale, quindi in definitiva a spingere la società verso un sistema senza solidarietà, prossimità sociale e collaborazione.
Oggi viviamo in una società complessa e non saranno le risposte semplici a risolverne le problematiche articolate e le ambiguità. I cittadini hanno bisogno di sentirsi partecipi con politici che non perdano tempo in sterili polemiche, ma presentino a loro diverse possibili soluzioni con argomentazioni razionali poste alla loro attenzione e riflessione. Non hanno bisogno invece di essere trattati da soggetti di marketing politico dove si stimolano le emotività o, peggio, i bassi istinti. Nel nome di questo pensiero la invito a scegliere la strada di una politica costruttiva e includente
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