BI24_FLASH_IL PERICOLO AVANZA. Violenza, paura, coltellate… Tre anni dopo, sulla finta accoglienza “Biella24” aveva ragione

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Un clandestino prova a molestare una donna dalle parti dell’ex Standa: ci sono voluti sei poliziotti per fermarlo. A Coggiola, un gruppo di altri clandestini, per la solita protesta contro cibo e mancanza di sigarette e soldini, blocca una strada e prende a calci le auto di
passaggio. Poi, a Trivero, una ragazzina minorenne è costretta a scappare e richiedere l’intervento dei carabinieri, per allontanare un altro clandestino che la importunava. E per finire, dopo una rissa tra nordafricani avvenuta ai Giardini Zumaglini, un uomo rischia di morire per una coltellata. Tutto questo, nel giro di una manciata di giorni…
Dopo aver farneticato sulla “risposta” di Luca Traini alla terrificante uccisione della giovane Pamela, dopo aver superato il ridicolo sostenendo la manifestazione antifascista organizzata a Firenze, perché uno di sinistra ha ucciso un senegalese non certo per motivi politici, gli amanti biellesi della finta accoglienza devono fare oggi i conti con il lento ma inesorabile avvicinarsi alla nostra Provincia, del degrado che proprio loro hanno creato negli ultimi tre o quattro anni con la loro scelleratezza. Finalmente, quelli che volevamo salvare, naturalizzare, integrare, includere, mostrano il loro vero volto. Non gente in fuga da una guerra, ma gente che la guerra è pronta a farla. A noi. Proprio fuori dalle porte delle nostre case.
Eppure, se mi si concede, mentre tanti colleghi stigmatizzano i fatti preoccupanti di questi giorni, accontentandosi di fare cronaca, di “cavalcare” l’attualità, di guadagnarsi un bel numero di condivisioni su “Facebook”, senza però… unire i classici “puntini” della Settimana Enigmistica, noi di “Biella 24” possiamo finalmente dire, con il cuore pieno di tristezza: vi avevamo avvertiti. Andate, andate pure nel motorino di ricerca interno del nostro giornale e digitate a piacere: clandestini, finta accoglienza, invasione… Scoprirete che già tre anni fa, noi (e solo noi) avevamo spiegato ai biellesi come sarebbe finita: male, malissimo. E adesso che il Territorio sta andando fuori controllo, non resta che provare ad essere, quello che ci hanno fatto diventare senza che ne fossimo capaci: periferia, dura e cruda.
Il tempo dei cuoricini teneri è finito, cari fratelli Biellesi: d’ora in poi, rischiamo ad ogni secondo, ad ogni passo, ad ogni via che imbocchiamo, di dover combattere una guerra che non siamo stati noi ad iniziare e neanche a volere. Una guerra sporca, terribile, angosciante, da combattere contro il peggior nemico del mondo, un “esercito” che non ha veramente nulla da perdere… Se conoscete un dirigente, un volontario o un dipendente delle onlus e delle coop che sono le prime colpevoli di questa situazione, non dimenticatevi di ringraziarli con lo stesso affetto che loro, in questi anni, hanno riservato a noi.

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