BI24_FLASH_OSPEDALE: infermieri e pazienti, “sperimentano” insieme, nuovi metodi e procedure per curare

Area esterna nuovo ospedale

_Riceviamo da Asl Biella e pubblichiamo:
Essere vicini al paziente strutturando per lui percorsi dedicati e valutando i miglioramenti che l’applicazione di tale modelli può determinare. Sono stati presentati in occasione dell’ultimo congresso FNOPI (Federazione Nazionale Ordine delle Professioni Infermieristiche) a Roma dal 5 al 7 marzo, quattro poster a cura degli infermieri dei reparti di chirurgia e urologia. Quattro lavori che documentano l’impegno nell’applicazione di procedure assistenziali innovative, applicate sul campo, di cui si sono misurati gli effetti.
Tra i progetti realizzati l’applicazione del protocollo ERAS per i pazienti sottoposti ad interventi programmati di resezione del colon retto. Si tratta di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale che prevede un focus specifico sul paziente dal momento del prericovero fino alla dimissione, con lo scopo di ridurre lo stress dell’intervento e migliorare la riabilitazione.
Sono, invece, il frutto di un anno di somministrazioni farmacologiche specifiche i risultati emersi da uno studio condotto per migliorare ancora di più gli standard di sicurezza nel settore dell’urologia, sulla base delle raccomandazioni ministeriali. Queste ultime, infatti, prevedono l’instillazione precoce di chemioterapico entro le sei ore dall’intervento per i pazienti che hanno subito un trattamento per il tumore della vescica.
Sono stati inoltre redatti e documentati anche in tale occasione i PAS: piani di assistenza standard che la Direzione delle Professioni Sanitarie ha scelto di utilizzare come modello di riferimento dell’assistenza. Vengono valutate la stabilità clinica, l’indipendenza, la responsività e il contesto. 100 in questo caso le cartelle cliniche analizzate per un approccio uniforme che si estende su tutto il dipartimento chirurgico.
Tra i temi presentati al congresso anche quello più relazionale legato alla fase di dimissione, con una visione orientata a una logica ospedale – territorio. L’obiettivo era quello di valutare la qualità percepita dai pazienti al momento dell’uscita dall’ospedale attraverso una relazione infermieristica, in sinergia con quella medica, per migliorare l’autocura al domicilio. Questo tipo di relazione è adesso uno strumento consolidato nel 75% delle dimissioni, con documenti personalizzati sui singoli bisogni di salute di ciascun paziente.

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