BI24_FLASH_L’EUROPA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Forte mal di testa a Bruxelles. I partiti pro-austerità sono fuori gioco…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Elezioni e loro risultati : forte ‘mal di testa’ a Bruxelles! La buona notizia è che i partiti pro-austerità sono finalmente usciti con le ossa rotte dalle elezioni italiane. La cattiva notizia è che ora le “condizioni tedesche” si sono trasferite in Italia, e cioè nessun partito o coalizione elettorale ha i numeri per formare il governo. Il risultato dei Cinque Stelle va ben oltre le aspettative, mentre il PD fortunatamente crolla, anche se rimane un partito vicino al 20 per cento.
La Lega registra la crescita più forte di tutti, piazzandosi al terzo posto, e Salvini sorpassa il Cavaliere (ormai in netto calo) nella coalizione di centrodestra. Prendendo per buona la grossolana definizione di “voto anti-sistema”, la Lega e i Cinquestelle, assieme, fanno oltre il cinquanta per cento. Tuttavia, le due formazioni presentano pochissime analogie e moltissime differenze, alcune delle quali decisive al fine di escludere ogni ipotesi di ‘accordi’.
Di condivisa c’è la posizione sulle banche, con entrambi i partiti a favore della separazione bancaria e della creazione di una banca pubblica per gli investimenti. Tuttavia, la riforma bancaria, indispensabile per proteggere il credito e i risparmi dalla bolla speculativa, è solo il punto di partenza per un programma di ripresa. Il dispositivo del credito deve essere usato per investimenti produttivi e per la creazione di posti di lavoro ad alto contenuto tecnologico.
E qui i grillini e la Lega divergono non poco. Di Maio e i suoi hanno confermato le posizioni
contrarie alla TAV, al Ponte di Messina e alle infrastrutture strategiche che non solo sono indispensabili per la connettività interna e la produttività del sistema Italia, ma anche per allacciare il nostro paese alla Nuova Via della Seta. La ricetta finanziaria dei grillini è ingenua e riflette una concezione monetarista: si pensa di trovare le risorse “tagliando i costi della politica” e eliminando la corruzione.
E si è assicurato Bruxelles che sull’euro e sul pareggio di bilancio ‘non si sgarra’. Diversamente, la Lega ha fatto del superamento dell’euro e dei vincoli di bilancio un tema di campagna elettorale, promettendo non l’uscita unilaterale, ma un impegno a battersi per il superamento concordato nell’UE. La Lega ha anche schierato economisti competenti, come Alberto Bagnai, candidato al Senato, di estrazione ‘progressista’.
Questo è il motivo per cui l’ex direttore dell’Economist e ora euro-propagandista Bill Emmott, aveva descritto una possibile vittoria della Lega come il peggior risultato possibile e per il quale le linee tra Bruxelles, Francoforte e Roma sono diventate incandescenti in queste ore. Un’alleanza di governo tra M5S e Lega, difficile ma non impossibile tenuto conto di come ormai ci hanno abituati alle bugie elettorali, va scongiurata a tutti i costi e dovrebbe in effetti essere risolto il quesito su come fare, dovendo astrattamente rispettare gli impegni assunti al cospetto degli elettori. C’è tempo fino al 23 marzo, data in cui si riunirà il Parlamento e dovranno essere eletti i Presidenti di Camera e Senato. Ma da ora sino al 23 marzo temo che dovremo vedere ancora molte ‘porcherie’!

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