BI24_FLASH_BIELLA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Elezioni ed alleanze: sono d’accordo con il ‘camerata’ Pietrobon”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Roberto Pietrobon – debbo dire la verità ! – mi è sempre gradevolmente piaciuto. E’ un giovane (rispetto a me, naturalmente!) che ha sempre amato dire le ‘cose giuste’, ed io, se non altro per farlo arrabbiare, l’ho sempre chiamato… ‘camerata’, anche se, proprio per questa ragione, sotterraneamente gli ho sempre voluto bene. Non lo si dica, ma in effetti sono un suo attento e costante lettore perché, in ogni caso, lui è giornalista preparato, corretto, qualificato ed ottimamente addestrato.
Ora dalla “Nuova Provincia” mi accorgo che Pietrobon addirittura è sempre più… “camerata”. Ecco che cosa scrive mercoledì 21 febbraio 2018: “Se il famoso ‘coraggio’ che la destra sbandiera in ogni slogan fosse seguito a fatti reali, Giorgia Meloni e i suoi sarebbero fuori da qualsiasi alleanza che contempli il “liberi tutti” un secondo dopo le 23 del 4 marzo”. Infatti, è esattamente il mio attuale pensiero: anche se, purtroppo, ho forti timori circa il fatto che, invece, l’ottima Giorgia, tenuto conto della modestia del peso numerico-politico sul versante del centro-destra, sia attratta dall’ipotesi di mantenere salda l’alleanza con Berlusconi e Salvini.
La verità è che, con questa legge elettorale da quattro soldi, predisposta da un piccolo personaggio della sinistra, sono tutti incredibilmente legati l’uno all’altro, salvo, forse, il Movimento 5 Stelle, che, peraltro, ha problemi ancora più seri e più gravi! Caro Pietrobon, eccoci al dunque: avete voluto la “democrazia”: ora mi pare giusto poter dire, da fascista quale sono, adesso tenetevela e godetevela fino in fondo.
Ma Pietrobon ha perfettamente compreso il grave ed irrecuperabile errore fatto tanti anni or sono e peggiorato ad ogni ‘passaggio’ politico-elettorale! Io mi sento perfettamente tranquillo e godo come un grillo quando vedo questi signori che si avviano vero una fine ingloriosa e purtroppo – temo – anche tragica. Ma Roberto Pietrobon con qualche piccola punizione lo assolverò: lo porterò a Predappio e sarà sufficiente vederlo dire una preghiera a Lui, “l’Innominabile”.

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