BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA/1. Delmastro e Orcelletto: “Il nostro povero Biellese, da cui ormai scappano anche i cinesi…”

_Sandro Delmastro, Attilio Orcelletto
Ormai è di tutta evidenza la crisi economico-sociale che ha colpito il nostro Biellese. Addirittura siamo arrivati al punto di assistere al calo complessivo degli stranieri, malgrado l’aumento degli ‘africani’ (è l’unico numero che sale!) e la significativa (e preoccupante)
diminuzione dei cinesi (quando sono gli asiatici a lasciare la nostra terra è un gran brutto segno!).
Noi continuiamo a sottolineare che nessuno, fra i politici presenti sul territorio, lancia un forte ed ormai inevitabile grido di allarme per cercare di frenare l’esodo massiccio che da tempo, ormai, penalizza globalmente la nostra terra: e non riusciamo onestamente a comprendere come sia possibile che la classe dirigente (politici, imprenditori, tecnici) sia del tutto (o quasi) indifferente rispetto ad un fenomeno che ci toglie forza, fantasia, iniziativa e che dunque esprime una preoccupante mancanza di coraggio, che sembra paradossalmente di segno opposto rispetto all’animosa, imprevedibile ed imprevista forza d’animo che caratterizza il vicino Vercellese, autenticamente “rinato” rispetto al recente passato.
Noi preferiamo continuare a credere che le nostre ‘autorità’ abbiano ancora la capacità e la forza di intervenire per fermare l‘evidente propensione all’abbandono del nostro territorio e per riavviare la tendenza a riempire le strade che portano a Biella, ormai sempre più in crisi apparentemente inarrestabile. Perché mai, dunque, anziché ‘giocare’ alle promesse di natura elettorale (ormai la data delle elezioni è troppo vicina!), i giornali della nostra terra non organizzano una serie di interviste con i rappresentanti di tutti i partiti politici per capire se c’è qualcuno che, a parte le ‘promesse fasulle’ tipiche della campagna elettorale, sa spiegarci che cosa è accaduto per generare questa crisi paurosa e soprattutto come di pensa di poter intervenire concretamente per ovviare alla crisi medesima?
I Biellesi, in questo modo, avranno qualcosa di serio su cui riflettere e su cui orientare le
proprie preferenze (sempre ammesso che decidano di andare a votare!). Diciamocela tutta: la Biella degli anni ‘30 e fino agli anni ’70 non esiste più e non è più certamente riproponibile, sicché va ‘inventata’ una nuova Biella, con un suo futuro e con nuove speranze. Lo vogliono i nostri cittadini e, soprattutto, i nostri giovani, per evitare di essere
costretti a lasciare la nostra terra: in caso contrario lo spopolamento sarà non soltanto inevitabile, ma soprattutto sempre più massiccio e doloroso.

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