BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Terminati ‘i giorni delle memorie’, cosa resta alle giovani generazioni?”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Caro Direttore, sono decorsi “i giorni delle memorie” (il ‘plurale’ non è un errore, ma è decisamente voluto!) e dunque possiamo finalmente chiederci se sono stati rispettati, soprattutto per le giovani generazione, i ‘doveri informativi’ onde evitare clamorose negligenze o (peggio!) volute dimenticanze. E proprio sentendo il dovere di offrire una corretta e completa informativa di natura storica, debbo chiedere agli organi di stampa di coprire gli spaventosi ‘buchi’ che hanno caratterizzato questi ultimi mesi e che peraltro sembrano avere violato ogni dovere nei confronti di coloro che non hanno la possibilità di
decidere sulla verità e sulla completezza della comunicazione.
E credo che non abbia reso un buon servigio alle giovani generazioni il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, limitandosi a dire che “il fascismo fu disumano”: affermazione storicamente piena di sfaccettature ma soprattutto del tutto povera di ’completezza storica’ e dunque, pur se non voluta, ingannevole nei confronti di ragazzi che hanno il diritto di conoscere la storia nella sua interezza. Per esempio. quando mai si leverà qualcuno a ricordare, finalmente, i crimini commessi da Fidel Castro, da Ceausescu, da Krusciov, da Mao Tse Tung, da Tito, e con il silenzio complice di Palmiro Togliatti?
Eppure parliamo – è bene ricordarlo – di milioni di morti, e soprattutto (ancor oggi) di milioni di esseri umani sprovvisti delle più elementari libertà dovute ai cittadini. E’ la solita vecchia polemica: se la questione tocca regimi che hanno vinto la guerra o che ad essi sono alleati tutto si deve perdonare, mentre il crimine è terribile ed imperdonabile se riguarda le potenze che hanno perso la guerra e che, proprio per queste ragioni, deve essere ricordato ai giovani anche dopo ottant’anni! Mi sono limitato ad elencare una lista di dittatori comunisti che hanno criminosamente schiacciato la libertà nei loro paesi
e che hanno ucciso milioni di loro disgraziati sudditi.
Perché mai, ancora oggi, nessuno sottolinea la tragedia storica delle carceri cubane (solo per fare un esempio) ove erano rinchiusi omosessuali, seminaristi, rockettari ed altre categorie non gradite al dittatore comunista? Potrei andare avanti raccontando i crimini storici ed umani commessi ad opera dei regimi comunisti. Ma preferirei che il richiamo alla giustizia venisse effettuato da soggetti molto più autorevoli e degni di grande rispetto, quali, ad esempio, la Senatrice Liliana Segre, che ha sofferto, come è noto, le pene d’inferno e che dunque ha caratteristiche di autorevolezza offerte dalla sua terribile storia personale.
Un appello alla libertà di pensiero e di parola, con forti richiami al passato, a mio avviso, può essere utilissimo per tutti i ragazzi chiamati a vivere questa nostra non facile e complessa società. Ecco, Direttore, quale può essere l’estrema ‘utilità’ di una autorevolissima senatrice: vale la pena di chiederle un ‘aiuto’ che consenta a tutti i giovani di capire quel che è già successo e che, anzi, sta ancora succedendo o può ancora succedere!

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