BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “La Chiesa che non capisco… quella di don Mazzi e di Papa Bergoglio”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Ora è francamente sempre più difficile comprendere quel che sta accadendo nella Chiesa. Con tutto il dovuto rispetto, credo di essere spesso in seria difficoltà nell’interpretare il pensiero di Papa Francesco. Non vado oltre perché sono un semplice fedele, consapevole della sussistenza di secoli di cultura, di storia e di pensiero religioso, e dunque preferisco continuare a ‘credere’, così come mi hanno insegnato ai Fratelli delle Scuole Cristiane.
Ora però ho la necessità, e con me sicuramente molti altri fedeli, di comprendere quel che sta accadendo intorno a me. Mi riferisco, in particolare, alla figura, non semplice da capire, di Don Antonio Mazzi, divenuto famoso per avere fondato la Comunità “Exodus”: il suo pensiero appare in verità ‘tranciante’ in quanto i sacerdoti dovrebbero, a suo dire, sposarsi mentre si dovrebbero chiudere i seminari.
Ecco sul punto che cosa ha esattamente dichiarato Don Mazzi, con riferimento alla scelta dolorosa e difficile di un prete di Reggio Emilia che ha deciso di lasciare il sacerdozio per unirsi ad una parrocchiana: “Lascerei libertà di scelta ai parroci di potersi sposare. Ci vuole una rivoluzione. Abolirei la parola prete sostituendola con quella di pastore, che abbia una visione sociale e politica. Chiuderei anche i seminari dove i preti vengono indottrinati come polli.
Da cancellare anche il concetto di peccato, troppo categorico: sarebbe meglio usare il verbo sbagliare” (cfr. “Il resto del Carlino” e “La Verità” del 6 gennaio 2018). Credo purtroppo che Don Mazzi abbia usato parole ‘laiche’ di non semplice comprensione alla luce della dottrina e della fede che ci hanno insegnato ed alle quali abbiamo creduto, ed ancora crediamo. Credo anche che Don Mazzi dovrebbe forse considerare il fatto che diecine di milioni di persone, ed in particolare i cattolici convinti, al sentire espressioni del genere di quelle usate dal ‘famoso’ sacerdote, provano un dolore ed una sufficienza senza limiti, quasi avessero improvvisamente scoperto che… ‘siamo stati presi in giro’!
Così non è, ce ne rendiamo conto e ne siamo perfettamente consapevoli: ma io ritengo di avere il diritto di rivolgermi al mio Vescovo per sentire quale sia il suo pensiero in proposito e per tranquillizzare la sua comunità di fedeli. Preferisco, anche se me ne dispiaccio, immaginare Don Mazzi come ‘prete’ (sì, proprio ‘prete’!) folcloristico, e soprattutto non molto rispettoso del pensiero cattolico, consolidatissimo dopo secoli di Storia religiosa.
Ecco: credo di avere dunque il diritto di sapere dal mio Vescovo se sono ormai vecchio, superato e decrepito (come parzialmente temo!), o se invece Don Mazzi semplicemente non si rende conto dello ‘shock’ che, di certo in modo involontario, ha provocato e provoca fra i cittadini (fedeli e non)!

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