BI24_FLASH_IL CASO. Calcio: il comune non spala il “Pozzo Lamarmora”, Biellese in esilio. Niente festa per i 115 anni bianconeri

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Se qualcuno a Biella aveva ancora dubbi sulla sconfortante inadeguatezza dell’Amministrazione firmata Marco Cavicchioli, in questi giorni ha avuto una nuova sconcertante risposta, anche dal settore dello sport. Nella Biella di questi anni, diventa una impresa anche spalare il terreno dello stadio, quando a pochi chilometri di distanza, in quel di Mongrando, il Comune riesce a trovare trenta volontari, a munirli di badile ed a rendere agibile il “Castello”, per l’ultimo appuntamento col campionato (di Terza categoria) del 2017.
Un ultimo appuntamento che invece la Biellese di Maurizio Braghin, impegnata “in casa” con il Piedimulera, dovrà vivere in esilio sul campo del Borgosesia. Grazie “Cavi”, grazie assessore Leone; grazie per il rispetto che avete per chi sta cercando di riportare il calcio “giusto” in città. E soprattutto, dalla parte dei cittadini, grazie di non avere alcuna dignità, nel farvi “bagnare il naso” da una città come quella sesiana, poco più grande di Cossato.
E non solo. Questi signori scriteriati, non hanno rispetto neanche per la storia sportiva di Biella. Non la conoscono. Perché allontanando la Biellese, domenica impediranno anche la coreografia speciale, organizzata dal “Museo Virtuale” con gli Ultras, per celebrare i 115 anni di storia della mitica As 1902. Ancora una volta, complimentoni…

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