BI24_FLASH_LA BATTAGLIA. Antonio Montoro: “Dopo 6 anni, gli emofiliaci over 50 aspettano ancora giustizia e… pensione”

_Antonio Montoro
L’emofilia è una malattia genetica, in Italia soffrono di questa patologia circa cinquemila persone. Con l’avvento delle cure gli emofilici più giovani conducono una vita quasi normale, ma esiste un problema per quei lavoratori in età avanzata affetti da pluripatologie correlate.
Molti pazienti sono sottoposti a impianti di protesi alle articolazioni rendendo il proseguimento di un’attività lavorativa più difficile e usurante. Parliamo di sole 500 persone superstiti da mandare in pensione all’età di 60 anni nell’arco dei prossimi 10 anni.
Sono gli ammalati che non hanno avuto accesso, quando erano giovani, alle cure, perché non esistevano. Fate qualcosa, sono passati sei anni. Ora gli ultracinquantenni, oltre ad aver pagato per lo scandalo del sangue, hanno bisogno che qualcuno intervenga a loro favore.
Andare in pensione a 60 anni non è un regalo. In questo scenario desolante, alcune categorie di lavoratori sani, possono andare ancora oggi a riposo un decennio prima rispetto alle persone malate. Esistono disuguaglianze che andrebbero sanate.
Ci sono anche altre categorie di malati che meriterebbero attenzione e sensibilità. La politica ha l’obbligo morale, dopo tanto tempo, di dare una risposta.
Altra beffa, tutti gli invalidi con una percentuale al di sotto del 74% non hanno nessun beneficio pensionistico e paradossalmente sono legati all’aspettativa di vita. Purtroppo nelle percentuali alte sono collocate persone con pluripatologie anche gravi. In questa lunga attesa molti protagonisti se ne sono andati, per sempre.

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