BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Grazie a Trump, la politica estera non è più in mano ad Hilary”

_Sandro Delmastro Delle Vedove
Sono finalmente lieto di poter leggere di una politica estera che, riuscendo, forse, ad avviare un serio e (speriamo) lungo periodo di pace e serenità coinvolgente le tre grandi potenze (Stati Uniti, Russia e Cina), sta consolidando un rapporto anche interpersonale e certamente positivo fra i ‘leaders’ del pianeta.
Il mondo della sinistra europea ed americana assiste a questa straordinaria ‘novità’ vivendo forte ed insanabile disorientamento, anche perché segna il fallimento della politica cosiddetta “pacifistica” consentendo alla politica “guerrafondaia”, voluta in particolare dal Presidente Trump, di trionfare in pieno e totale accordo con i suoi colleghi russo e cinese.
Più che giustamente, dunque, assistiamo ad autentiche riunioni degli addetti ai … “livori” con sguardi delusi sperduti nel nulla, e soprattutto con rabbia difficilmente ‘contenuta’ perché hanno scoperto che … la pace la realizzano coloro che dovevano fare la guerra e la guerra la dichiarano o la impostano coloro che dovevano realizzare la pace. E dunque si può dire che il presidente americano e quello russo, insieme con il leader cinese Xi, stanno cercando di dare una ‘sistemata’ a un pianeta dissestato, allontanando e fermando altre guerre e conflitti.
Dei tre Capi di Stato il solo vero tiranno dovrebbe essere quello cinese, ma – guarda caso – è l’unico che viene trattato col massimo disprezzo dai media, mentre per Trump e Putin, naturalmente, soltanto valanghe di visibilissimo ‘odio’ e di accuse da parte dei soliti ‘pacifisti’ di sinistra! Proprio per scongiurare il dialogo e la pacificazione fra Usa e Russia da più di un anno l’establishment americano anti-Trump aveva disseminato di mine il cammino verso Putin, demonizzando il leader russo e con assoluta e vergognosa “faccia di tolla” tacendo sulla disastrosa ed autentica politica dell’ex-Presidente Obama.
E’ il “partito della guerra” che faceva riferimento a Hillary Clinton e puntava sulla sua elezione. Tutti i migliori osservatori internazionali (e cioè quelli non necessariamente “ruffiani”), durante la campagna elettorale americana, sapevano e dicevano anche apertamente che tra la Clinton e Trump, il vero partito “bellico” era quello della Clinton. Infatti la strategia della candidata democratica, come Segretario di Stato, con Obama, era stata quella di alzare sempre più la tensione contro la Russia.
E’ più che sufficiente ricordare le mega-esercitazioni militari della Nato ai confini russi per rendersi conto di quanto il mondo ‘democratico’ fosse in realtà pericolosissimamente ‘guerrafondaio’: in sostanza il partito democratico era veramente “il partito della guerra”. Trump, Putin e Xi hanno, con estrema semplicità, riavviato una discussione serena, pur nell’ambito delle forti differenze, che sembra avere definitivamente allontanato il rischio di un conflitto mondiale, consentendo al mondo intero di recuperare il senso e la voglia della pace. Per questo ha vinto Trump.
Il nuovo presidente ha fatto saltare quella bellicosa e devastante utopia neocon/liberal del mondo unipolare, a ingiusto ed immotivato dominio “amerikano”. Con Trump è tornato in scena il tradizionale pragmatismo repubblicano secondo cui Putin non è un “nemico”, ma un “interlocutore” da coinvolgere nella lotta al terrorismo. E la Cina è un gigante con cui trattare con serenità e tranquillità.
Perciò Trump rappresenta, come detto, la fine dell’ideologia unipolare. Con lui gli Stati Uniti hanno preso atto, con intelligente realismo, che il mondo è, di fatto, ‘multipolare’ e che gli americani debbono collaborare con gli altri protagonisti, anziché esportare guerre, provocare disordine internazionale e suscitare conflitti (cosa che è disastrosa innanzi tutto e soprattutto per lo stesso popolo americano). E’ quindi un momento internazionale positivo che ci consente di tirare un sospiro di sollievo e di sperare finalmente in una pace lunga e giusta.

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