BI24_FLASH_LA QUESTIONE. I Giovani studenti Padani: “Far leggere il Corano nelle scuole? Prima i Patti lateranensi…”

_Alessio Ercoli, Matteo De Giuseppe (Movimento Studentesco Padano Biella)
La non-notizia sull’insegnamento del Corano nella scuola elementare di Chiavazza a Biella diventa degna di nota solo perché, leggendolo e innalzando preghiere islamiche – come dichiara la maestra Stefania Laveder – si infrangono le norme presenti nei Patti Lateranensi modificati nel 1994.
Sia chiaro a chi ci etichetterà come xenofobi ed islamofobi che noi siamo i primi favorevoli ad una comparazione tra religioni, per mettere in mostra le differenze che intercorrono tra esse, e ad un insegnamento della storia della religioni che è sicuramente utile a leggere meglio eventi storici e di attualità.
Ma siamo anche consapevoli dell’esistenza dei Patti Lateranensi – che invitiamo a leggere al “Comitato il Biellese accoglie – Giorgio Marincola” – i quali stabiliscono che l’ora di religione è dedicata all’insegnamento della religione cattolica, e visto che tale comitato tira in ballo lo stato di diritto e i dettami costituzionali, sarebbe bene che la maestra facesse leggere agli alunni tali accordi storici che regolano le relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede, anziché porsi al di fuori dei medesimi.
Nel protocollo addizionale firmato nel 1984 si stabilisce che “L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole indicate al n. 2 è impartito – in conformità alla dottrina della Chiesa e nel rispetto della libertà di coscienza degli alunni – da insegnanti che siano riconosciuti idonei dall’autorità ecclesiastica, nominati, d’intesa con essa, dall’autorità scolastica”.
Quindi il rispetto per le altre religioni e sensibilità è già garantito, non si capisce perché si debba inventarsi un problema che non sussiste e passare sopra all’ordinamento vigente. Invitiamo perciò a far leggere i Patti Lateranensi anziché il Corano nelle scuole durante l’ora di religione cattolica, e le autorità in questione a vegliare se l’insegnamento e quindi l’insegnante siano conformi alle norme stabilite da tali patti.
Inoltre, la scusa avanzata dalla Laveder che in questo modo i bambini di altre religioni non uscirebbero dall’aula durante l’ora di religione (cattolica), non regge in primis perché lo stesso ordinamento permette l’esenzione a prescindere dal credo, ed in secondo luogo perché trasformando l’ora di religione di fatto in religione islamica, i genitori degli altri bambini di fede cristiana potrebbero decidere di fare lo stesso (e la lezione sarebbe rivolta a quei 3/4 alunni di religione islamica), senza contare che in questo caso sarebbero discriminati i credenti di altre dottrine e i non credenti. Quindi la nostra posizione è favorevole ad una comparazione tra religioni ed un dibattito sulle stesse, ma nel rispetto della legge e della nostra cultura, che sia utile e non pubblicitaria.

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