BI24_FLASH_LA LETTERA. Bioglio: dopo quasi otto mesi senza segretario comunale, il sindaco Ceffa scrive a Mattarella

Dopo quasi otto mesi di difficoltà superate in silenzio, il sindaco di Bioglio Stefano Ceffa ha deciso di… aprire la bocca e di dare voce alla sua comunità, scrivendo direttamente al Presidente della Repubblica Mattarella: il piccolo centro della Valle Mosso, da aprile è senza segretario comunale, non riesce a reperirne uno e chiaramente il lavoro quotidiano del Municipio, ne risente pesantemente. Ecco il testo della missiva.

_Stefano Ceffa (Sindaco di Bioglio)
Signor Presidente della Repubblica,
stimatissimi tutti in indirizzo, chi vi scrive è il Sindaco di Bioglio in Provincia di Biella, uno degli oltre 5000 piccoli comuni italiani che in questi giorni ha gioito per l’approvazione da parte del Parlamento della Repubblica di una norma tanto attesa quanto giusta.
Pur nella soddisfazione legata ad un evento tanto significativo per il presente ed il futuro delle piccole comunità rilevo che vi è ancora purtroppo uno scarto tra la tensione ideale che si coglie in alcuni testi normativi e la prassi operativa di cui i comuni in genere ed i piccoli in particolare sono oggetto e non di rado vittima.
Porto all’attenzione di ciascuno ma soprattutto della Suprema Magistratura della nostra Repubblica l’assoluta insostenibilità della situazione relativa alle Segreterie Comunali.
Il mio Comune, così come molti, troppi comuni della nostra Repubblica, vive in una situazione che definire grottesca è un eufemismo e giudicarla insopportabile, al limite dello sfregio all’art. 5 della Costituzione, una gentile concessione.
Dal mese di aprile del 2017 il mio Comune così come almeno altri 5 comuni della Provincia di Biella è rimasto senza Segretario Comunale, senza cioè un funzionario essenziale e ritenuto necessario dall’ordinamento. Mi permetto di rappresentarvi l’assoluta assurdità del sistema cui siamo costretti affinché si possa porre rimedio. Non ci è stato concesso di mantenere la convenzione in essere.
Abbiamo dovuto sciogliere il rapporto convenzionale che ci legava ad altri comuni in quanto l’ordinamento non prevede “scalvachi” disgiunti smontando di fatto relazioni intercomunali che stavano alla base di tutte le rivendicazioni che i comuni da anni portano avanti in ordine alla creazione di ambiti territoriali omogenei. Noi lo avevamo costruito, era operativo con convenzioni di funzioni. Le norme ce lo hanno fatto smontare almeno per quanto riguarda il servizio di segreteria.
Abbiamo dovuto procedere a scavalchi reiterati ogni mese in quanto lo scavalco non è previsto per più di un mese e per non più di un numero limitato di mensilità. Abbiamo inviato, grazie alla collaborazione di alcuni Parlamentari della Repubblica cui sono infinitamente grato almeno un centinaio di mail ai neo Segretari senza alcun risultato. Abbiamo contattato ad uno ad uno i Segretari che hanno indicato il Piemonte come destinazione di preferenza senza alcun successo. Abbiamo contattato tutti i segretari ex COA 5 senza alcun risultato.
Abbiamo apprezzato lo sforzo della nostra Prefettura e del nostro Prefetto che ringrazio di cuore e che ha cercato insieme ai suoi collaboratori, per quanto di competenza, di far fronte a questo grave problema e che soprattutto ci ha sostenuto in momenti in cui lo sconforto era assai più presente dell’entusiasmo. Purtroppo neppure questo autorevolissimo e competente intervento è riuscito a risolvere un problema che ha assunto contorni inaccettabili.
Abbiamo mendicato un Segretario che generosamente segue il mio Comune ed altri due comuni con il quale abbiamo in essere convenzioni di tutte le funzioni fondamentali. Il risultato è che per un paio di ore a settimane questo valente segretario opera nei nostri comuni. Ne ha nove in tutto. Programmare un Consiglio Comunale risulta una impresa, convocare una Giunta non è semplice, adempiere alle mille incombenze che lo Stato centrale richiede indifferentemente ad un comune di 900 abitanti come ad uno di un milione è una fatica quotidiana, programmare la sopravvivenza dei nostri borghi rientra costantemente tra le varie ed eventuali. Non possiamo procedere a nulla che non sia l’ordinario, non abbiamo alcuna possibilità di programmazione, rischiamo ritardi su ogni pratica con le conseguenze giuridiche che non sfuggiranno certamente. Ci riduciamo ad essere spettatori spesso inermi davanti ai problemi che non possono essere presi in carico con la necessaria tempestività.
Questa situazione è intollerabile, inammissibile, ingiusta. Signor Presidente, già una volta le ho chiesto una presa di posizione in difesa dei Comuni e dei Piccoli Comuni in particolare, mi rispose un suo Consigliere, quella risposta non mi piacque, non ebbi alcuna remora a manifestarle il mio rispettoso dissenso, non ne avrò alcuna neppure in questa occasione se non avrò la certezza di essere capito e compreso.
Chiedo a Lei Presidente di stimolare, come la Costituzione chiede, una presa in carico seria di questo problema e chiedo agli illustri destinatari della presente, per quanto di competenza, di fare ciò che è in loro potere e soprattutto ciò che è loro dovere. Sono disponibile, insieme ai miei colleghi sindaci, orfani di segretario, a ragionare, ad incontrare, a fare ciò che serve perché si comprendano i contorni di questa situazione che non può durare oltre.
Abbiamo davanti a noi momenti cruciali, la legge di Stabilità, le norme di fine anno, vi chiedo di ragionare insieme per rimediare ad un vulnus grave che colpisce troppi comuni e una categoria intera e cogliere questi momenti cruciali come occasione per rimediare ad una situazione intollerabile e che non colpisce solo alcuni comuni in Provincia di Biella ma che è assai più diffusa di quanto forse si possa immaginare.
Si ritiene che il segretario comunale non serva nei piccoli comuni dotati di convenzione di funzioni? Lo si scriva senza tergiversare oltre. Si ritiene che possa essere una soluzione nominare per i piccoli un “supplente interno” che possegga titoli e requisiti per partecipare ai corsi e ai concorsi per segretari? Lo si faccia, senza ulteriori ritardi. Si ritiene di trasferire le responsabilità relative ai singoli processi ai responsabili delle funzioni? Si provveda senza ritardare oltre.
Si ritiene che il segretario comunale non serva? Ce lo si dica, una volta per tutte, ma si superi questa anomalia che offende una categoria e umilia chi si mette a servizio e non può prendere una decisione perché impossibilitato dalla mancanza di un funzionario che lo Stato ritiene essenziale ma che lo Stato stesso non riconosce.
Aiutateci a superare una schizofrenia che non fa onore né alla nostra Repubblica e neppure e soprattutto a quei Comuni che da un lato si intende riconoscere e che dall’altro si continua ad umiliare ma soprattutto che continua a danneggiare i cittadini e tra loro i più fragili.
Accogliete la mia leale schiettezza insieme ai miei saluti uniti all’auspicio che vogliate farvi carico “presto e bene” di un problema la cui soluzione non ammette ritardi.
Cordialmente.

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