BI24_FLASH_IL CASO/1. Biella: ricordate le “multe del sindaco”? Non sono valide. Ennesima figura di… “emme” per Cavicchioli

I 44 verbali per divieto di sosta, comminati dalla polizia municipale di Biella grazie alle foto scattate “a tradimento”, con il cellulare, dal sindaco Cavicchioli, non sono valide: quelle da pagare, non dovranno essere pagate; per quelle già pagate, invece, il sindaco (sindaco?!?!) di Biella dovrà probabilmente mettere mano al portafogli e risarcire quelli che dovrebbero essere i suoi cittadini.
Il caso, che aveva portato il primo cittadino del capoluogo alla ribalta anche sulle televisioni nazionali, termina quindi con il classico finale a cui ci ha abituati l’Amministrazione Cavicchioli: tra risate e pernacchie, con una gran figura di… “emme”. Per la Prefettura di Biella ed il Ministero dell’Interno, infatti, la procedura usata dal sindaco, non può essere ritenuta valida.
Cavicchioli, infatti, scattava le foto alle auto in divieto di sosta mentre… andava in giro a sprecare tempo e poi le inviava al comandante dei vigili, Massimo Migliorini che comodamente seduto nel suo ufficio, invece di mandare subito una pattuglia, si è limitato a far preparare multe e bollettini per il pagamento…
Nel documento che la Prefettura ha fatto pervenire a Lega Nord, che aveva richiesto chiarimenti ufficiali, si legge: “La documentazione prodotta dal sindaco non si può considerare come un accertamento di infrazione al codice della strada, ma la segnalazione di un illecito amministrativo come proveniente da un mero cittadino”.

I commenti sono chiusi.