BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA/2. Raffaella Spaudo: “Migranti: le differenze tra Bergoglio, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI…”

_Raffaella Spaudo
Al suo arrivo a Bologna, il Papa incontra i migranti al centro di accoglienza dove sono ospitati 500 richiedenti asilo, indossa il braccialetto giallo (quello dell’all inclusive: “pernottamento, pensione completa, vestiti nuovi e smartphone” ad libitum) con scritto il suo nome uguale al loro e passa 50 minuti a fare selfie e a parlare su skype fino all’altro capo del mondo.
Si rivolge poi ai migranti definendoli “Siete lottatori di speranza” e loro gli scrivono un cartello che lui legge durante il discorso con scritto “ noi abbiamo bisogno dei documenti”.
Francesco parla di tolleranza e accoglienza e chiede di aprire “corridoi umanitari” in tutti gli stati europei; invita i cittadini a conoscere per poi accogliere poiché dice “ molti non vi conoscono e hanno paura, questo li fa sentire in diritto di giudicare e di poterlo fare con durezza e freddezza credendo anche di vedere bene”. In pratica critica una buona parte del popolo italiano che espone dubbi e perplessità rispetto all’invasione che sta subendo e alle notevoli difficoltà di integrazione che sta affrontando senza parlare della mancanza di volontà dei migranti di integrarsi, lavorare, rispettare le leggi italiane e non imporre la propria cultura.
La Chiesa Cattolica e il “partito Bergoglio” si contrappongono. Bergoglio afferma che ci sono masse di persone che, per fame, hanno il diritto assoluto e indiscriminato di emigrare nei nostri Paesi ( Fame? Non sono di certo i moltissimi affamati, ridotti agli stenti più assoluti a emigrare, quelli rimangono in Africa ed è a loro che deve andare l’aiuto umanitario)
Giovanni Paolo II per esempio proclamò che: “il diritto primario dell’uomo è di vivere nella propria patria: diritto che però diventa effettivo solo se si tengono costantemente sotto controllo i fattori che spingono all’emigrazione”.
E Benedetto XVI ribadì: “Nel contesto socio-politico attuale… prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra”.
Anche i vescovi africani invitano il loro giovani a non emigrare proclamando: “Non fatevi ingannare dall’illusione di lasciare i vostri Paesi alla ricerca di impieghi inesistenti in Europa e in America”. Il futuro dell’Africa sono i giovani, devono restare per far progredire il paese, devono affrontare i problemi per un futuro migliore, devono aiutare il loro stesso popolo che in alcuni paesi è martoriato dalla fame e dalla guerra .Il viaggio costa loro una cifra che spesso è tutto quello che hanno e che invece potrebbe essere investita per svolgere un’attività produttiva sul territorio.
Le conseguenze dell’immigrazione sono in parte terribili: scafisti trafficanti di esseri umani, traffico d’organi, di schiavi sessuali, di minori. Quanti minori sono “spariti” dopo l’arrivo in Europa? Migliaia! Il Papa e il governo continuano ad appoggiare la massiccia immigrazione che farà la gioia dei trafficanti ma rovinerà l’Africa e L’Europa.

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