BI24_FLASH_CHE MACELLO… ALL’EX MACELLO/1. Andrea Delmastro scrive a Cavicchioli: “Ecco cosa accade in quel posto…”

_Andrea Delmastro (Fratelli d’Italia)
Egregio Sindaco Cavicchioli,
Spero, unitamente a tutti i cittadini di Biella, che abbia fatto buone vacanze: ritemprarsi è il miglior modo per riprendere con “slancio” l’attività amministrativa. Vero è che, nel Suo caso, tutti ancora attendiamo un barlume di entusiasmo e di slancio nell’attività amministrativa a far data dalla Sua infausta elezione.
Ma lasciamo il campo delle polemiche politiche ad altri luoghi e altri momenti, atteso che il coinvolgimento del Prefetto nella mia missiva mi impone asciuttezza di toni e contenuti. Le scrivo per un fatto decisamente increscioso e grave che già in passato ho, vanamente, sottoposto alla Sua (dis)attenzione con due interrogazioni: la situazione dell’ex Macello Comunale.
Nell’ex Macello Comunale stazionano diverse persone, italiane, comunitarie ed extracomunitarie, senza i benché minimi requisiti di igiene, salubrità e sicurezza. Ho provato in ogni modo ad interessarLa al problema della sicurezza dei cittadini che abitano nei dintorni e che sono preoccupati dal fatto che, sotto casa, bivacchi un numero indistinto di persone le cui occupazioni quotidiane, più o meno lecite, non sono monitorate e controllate. Ogni occupazione abusiva porta con sé il segno di una zona franca: è un fatto che Lei proprio non si arrende ad ammettere, ma è consapevolezza diffusa per i cittadini!
Lei è anche sfortunato: mentre negava in Consiglio Comunale, spudoratamente, che tale situazione potesse costituire un pericolo per la sicurezza, le Forze dell’Ordine diramavano un comunicato stampa precisando di aver provveduto, nell’ambito di una ispezione, a sequestrare 200 grammi di stupefacente proprio all’intero dei locali dell’Ex Macello, con contestuale denuncia a piede libero nei confronti di due occupanti.
Da allora ad oggi, Lei ovviamente nulla ha fatto nell’ambito dei Suoi poteri se non ripetere, con retorica ormai consumata e spuntata, che non bisogna alimentare la paura: solo lei non comprende che i cittadini non hanno bisogno di essere indotti al timore, se, sotto casa, hanno una zona franca dove trovano rifugio decine di persone non identificate che possono svolgere incontrollate loro attività.
Ma non voglio dilungarmi sulla sicurezza: non è argomento che trova albergo nelle corde del Suo cuore e non v’è peggior sordo di chi non voglia sentire. L’unica volta in vita Sua che ha mostrato i muscoli è stato contro una povera pifferaia in Via Italia, dimostrando il volto, mai troppo vituperato, di colui che è forte con i deboli e debole con i forti! Mi voglio appellare all’altra faccia del problema: quello della solidarietà che, almeno a parole, dovrebbe starLe a cuore.
All’ex Macello vivono, oltre ai delinquenti, decine di disperati in situazione di promiscuità, senza servizi, senza riscaldamento, accampati come bestie, nel Suo più totale ed assordante silenzio. Ma v’è di più! Quei disperati, sotto il regno di Cavicchioli e del suo #cerchiotragico, vivono in condizioni igieniche abominevoli! Ma non basta! Quei disperati vivono senza le minime condizioni di sicurezza: impianti idraulici ed elettrici di fortuna ed altamente pericolosi si inanellano e si inabissano fra coperte, vestiario vario e altri generi altamente infiammabili.
Credo che debba, immediatamente, assumersi le Sue responsabilità se non per la sicurezza di coloro che abitano vicino all’Ex Macello, almeno per quei poveri disgraziati, non delinquenti, che ivi trovano rifugio senza la minima garanzia di sicurezza e nel Suo più totale e cocciuto disinteresse. Le segnalo, perché non possa un domani dire che non sapeva o che aveva sottovalutato il problema, che le condizioni di sicurezza non esistono e che se, malauguratamente, si sprigionasse un incendio potremmo piangere la tragedia.
Tanto Le devo segnalare perché la Sua indifferenza ormai è inaccettabile ed assume il vago ed indigesto retrogusto della complicità. Ma soprattutto tanto Le segnalo perché, nella mia città ideale, non solo non esistono “zone franche di illegalità”, ma nessuno vive in condizioni igieniche e di sicurezza degradanti e allarmanti con la complicità di istituzioni che, come unica risposta, chiudono gli occhi. Madre Teresa di Calcutta, in altri campi, avvertiva “l’indifferenza è il vero male”. Io non voglio essere indifferente, ma soprattutto non accetto più che gli indifferenti non si assumano mai le loro responsabilità.

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