BI24_FLASH_Biella vista da Biella. Sandro Delmastro: “Il centro della città muore? Innanzitutto, ammettiamo gli errori fatti…”

_Sandro Delmastro Delle Vedove
Finalmente leggo, sulla “Provincia di Biella” di mercoledì 2 agosto 2017, pagina 1 e 10, un pregevole articolo a firma del Sig. Paolo Demaldé Cigolini sulla crisi, pressoché irreversibile, del centro storico. Già il titolo dell’articolo la dice lunga sul suo autorevole contenuto: “Ecco di chi è la colpa se il centro storico sta morendo”. Non ricordo un pensiero così profondo e ben argomentato in ordine alla crisi irragionevolmente condotta dall’industria e dal commercio biellesi, ancor oggi, probabilmente ‘prigionieri’ della vecchia e superata retorica produttivistica locale ed ormai figlia di una logica ancora “da Rivetti”. Giustamente l’articolista “non pone né domande sul motivo di questa situazione, né ipotizza alcuna ‘cura’, anzi, si legge che di cure pare non essercene proprio”.
Impietosamente (ma più che giustamente) vengono elencate le cause della crisi e la somma degli errori addebitabili a noi Biellesi: 1) la realizzazione del centro commerciale “Gli Orsi” del tutto al di fuori della visione “centralistica” ; 2) gli effetti disastrosi, assolutamente inevitabili, sul commercio del centro storico, con perdita di numerosissimi posti di lavoro; 3) lo spostamento e conseguente eliminazione del vecchio Ospedale, ubicato in centro, con tutto ciò che ne è stata conseguenza dal punto di vista urbanistico-abitativo-commerciale; 4) incredibile mancanza di rispetto per il gusto estetico e con effetti pazzeschi dal punto di vista architettonico della nuova area urbana, decisamente brutta anche dal punto di vista “paesaggistico”; 5) da ultimo l’errore della ‘scelta’ strategica su Santhià in luogo di Carisio che, probabilmente, ci ha condannati a tralasciare Milano per l’errata scelta di Torino.
Allora forse è il caso di riprendere l’argomentare del nostro futuro, malgrado questa serie incredibile di sbagli clamorosi, per cercare di ‘ammodernare’ Biella, di renderla più funzionale, autenticamente dinamica e ‘futuribile”. Gi errori ormai ci sono e ne abbiamo già pagato ed ancora ne stiamo pagando le conseguenze: è semplicemente maturo il tempo di comprendere che possiamo e dobbiamo ricordarci che la “Grande Biella” è ancora “in noi” e che, semplicemente, ci vuole grande umiltà e capacità di studio e di analisi, chiedendo in primo luogo se è normale o no che la nostra Città abbia perduto ben 10.000 abitanti, e soprattutto quali siamo la causa o le cause di tale disastro.
Se noi riteniamo che sia ‘normale’, vuol dire che il nostro destino è sulla via del disfacimento; se invece siamo ancora in molti a ritenere, come il Sig. Paolo Demaldè Cigolini, che non c’è nulla di scandaloso nel ritenere che errori siano stati fatti e che l’importante è averne la percezione lucida e chiara, allora abbiamo ancora qualche buona speranza.

I commenti sono chiusi.