BI24_FLASH_L’Italia vista da Biella. Sandro Delmastro: “Siamo passati da ‘vaccini sì o no?’, a ‘no vaccino, no scuola’…”

_Sandro Delmastro Delle Vedove
E’ cambiata radicalmente, anche se in apparenza la modifica riguarda soltanto un pezzetto di frase, la questione dei vaccini: pochi giorni or sono si dibatteva ferocemente, anche nella nostra città, sul tema alternativo “Vaccini sì, vaccini no” , mentre ora il tema è più semplice (o forse, semplicemente, “pare” più semplice): “No vaccini, no scuola”.
In altre parole, malgrado le forti contestazioni, con i medici che, a quanto pare, hanno le idee ed i pareri decisamente diversi, sembra che la “verità”, sul punto, sia decisamente raggiunta. Hanno torto (o meglio, ‘avrebbero’ torto) tutti coloro che osano mettere in dubbio la serietà della decisione di applicare alla lettera la “vexata quaestio” della cura attraverso lo strumento (purtroppo contestato) dei vaccini.
Mi permetto ancora una volta di ricordare a tutti (ed in primo luogo all’ASL) che la sanità pubblica ha il sacrosanto dovere di fare chiarezza sul tema, spiegando nuovamente (non basta mai!) la ragione per la quale è assolutamente obbligatoria la cura mediante il vaccino: non credo, infatti, che sia sufficiente mandare, come previsto, una lettera di invito a tutte le famiglie dei bimbi che frequentano nidi e materne e che non sono in piena ed assoluta regola con le vaccinazioni.
Ancora, il secondo termine scadrà il 31 agosto, ed entro tale data perverranno gli inviti ai bambini ed ai ragazzi delle scuole elementari e delle scuole medie (fino ai 16 anni compiuti). Ma qui comincia la vera questione: infatti i genitori riceveranno una lettera con l’indicazione di giorno, ora e luogo per fare la vaccinazione, seguita da una seconda lettera con l’ulteriore ricordo della data prefissata.
Questa seconda comunicazione dovrà essere consegnata ai responsabili degli istituti scolastici. Personalmente ritengo che possano sorgere problemi di vario tipo: intanto perché presumibilmente tutti coloro che sono decisamente contrari (e sappiamo già che sono molti!) creeranno confusione, ma in particolare è lecito chiedersi che cosa può succedere se in una classe di venti bambini quindici si vaccinano e cinque invece seguono la tesi diversa.
E’ ben vero che il nostro Ospedale ha la D.ssa Nadia Agostino quale responsabile del settore e dunque ha una persona certamente esperta e di straordinaria e collaudata capacità. Ma personalmente ritengo che l’incertezza familiare nella decisione possa rivelare una difficoltà imprevista ed imprevedibile per padre e madre. Mi auguro di tutto cuore di sbagliare (e la stima per la D.ssa Agostino mi induce a credere che possa andare in tal modo): ma la preoccupazione resta, anche perché ci riferiamo sempre a bimbi e comunque a bambini.

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