BI24_FLASH_Il caso. L’accoglienza biellese affonda, tra la Bonino ospite in chiesa ed i permessi di soggiorno “umanitari”

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In quest’Italia senza capo né coda, dove la pochezza del Partito Democratico e di tutte le sue aberrazioni riesce anche a sembrare qualcosa, pare proprio di essere tornati ai tempi dell’Ulivo e di Prodi, di quel “cattocomunismo” che Moro aveva immaginato in una maniera e che i frati in coda per votare Rifondazione comunista, trasformarono in ben altro…
Tre anni fa, qui da noi nel Biellese, iniziava la grande farsa di quella che doveva essere una “emergenza profughi” utile e piena di umanità: il mondo della sinistra, ci spiegò che avremmo aiutato chi scappava dalla guerra ed i biellesi, che il cuore ce l’hanno grande così, si misero subito all’opera per ospitare quelle donne, quei bambini, quegli anziani, in fuga dalla follia dei fronti più violenti del pianeta.
Poi, quando la gente iniziò a farsi delle domande, vedendo questi “marcantoni” neri come la pece che venivano spacciati per profughi, la sinistra fu subito pronta a correggere il tiro: non avete capito compagni, sono rifugiati, non profughi… Oggi che la nostra Provincia, come tante altre, è piena di ragazzoni senegalesi in vacanza permanente, l’emergenza è diventata per migranti e richiedenti asilo… Della serie: come cambiare il senso, ad una cosa che aveva senso, per poter guadagnare qualche soldo in più.
Arraffa i 30 euro oggi, arraffa i 30 euro domani, insomma, alle cooperative ed alle onlus è venuta così tanta fame che alla fine, l’accoglienza è diventata invasione, l’impegno umanitario si è trasformato in business, la logica delle cose è precipitata in fondo agli interessi personali, di gente che è convinta di poterla raccontare a tutti.
Così, proprio in questi giorni in cui la stessa Emma Bonino che negli anni Settanta sosteneva l’aborto, viene ospitata in una chiesa di Cossato per provare ad “intortare” ancora un po’ i biellesi, con cazzate come l’inclusione e la pace fra i popoli, i “furbetti” del Tavolo migranti (ma non dovevano essere profughi, all’inizio? Boh…) chiedono di parlare al Questore Parisi, per chiedergli di… commettere un reato.
Quale? Semplice: dopo averci detto che avrebbero portato in Italia dei poveri profughi, hanno riempito città e paesi di gente che non aveva diritto né al permesso di soggiorno, né all’asilo politico e adesso che giustamente, queste persone dovrebbero essere rispedite da dove sono venute, cosa chiedono loro? Che uno dei garanti territoriali della legalità, conceda a dei clandestini un “permesso umanitario”, perché in questi tre anni di permanenza illegale sul Territorio, hanno trovato un lavoro.
Intendiamoci: complimenti a questi ragazzi, perché sono evidentemente tra i pochi a non aver usato il tempo trascorso in Italia, per girare in bicicletta e giocare con il telefonino, ma se il Questore Parisi dovesse veramente prendere un provvedimento del genere, non sarebbe come legittimare tutte quelle coop ed onlus “furbacchione”, che negli ultimi tre anni hanno urlato al “razzista”, ogni volta che un italiano intelligente ha provato a far notare, che i bambini siriani non sono neri, non hanno 30 anni e molto probabilmente, non hanno mai visto un Iphone nella loro vita?

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