BI24_FLASH_S…PUNTI DI VISTA. Raffaella Spaudo: “Charlie: lo Stato, Leviatano ‘democratico’ padrone della vita di tutti…”

_Raffaella Spaudo
“La Corte suprema del Regno Unito ha dato 48 ore di tempo ai genitori di Charlie Gard, il bimbo gravemente malato e tenuto da mesi in vita con macchinari, per portare prove convincenti su un trattamento sperimentale e sulla sua efficacia a beneficio del miglioramento di vita del piccolo.
Il giudice Peter Francis che segue il caso da mesi e che, lo scorso aprile, aveva vietato il trasferimento di Charlie Gard negli Stati Uniti per sperimentare un farmaco, ora chiede ai genitori di portare nuove prove sull’efficacia del trattamento. Ha detto che se saranno prodotte prove convincenti potrà modificare la decisione di aprile. Ma i medici e i ricercatori stessi hanno già scritto all’ospedale londinese fornendo tutto il materiale e le spiegazioni sul farmaco sperimentale ma era stato respinto poiché considerato inutile ai fini del miglioramento delle condizioni del bambino. Quali altre prove potranno trovare i disperati genitori visto che il farmaco non è mai stato usato su esseri umani?
Il Great Ormond Street Hospital (GOSH), l’ospedale dove è ricoverato Charlie, avrebbe dovuto spegnere i macchinari che tengono in vita il piccolo il 30 giugno scorso, poi c’era stato un rinvio per concedere qualche ora in più ai genitori per rimanere con loro figlio.
Sono passati diversi giorni e le macchine sono ancora accese: visto che era stato giudicato nel disinteresse del piccolo seguitare a tenerlo in vita perché non sono state spente? Forse per la risonanza mediatica che il caso riscuote? Forse perché molti (tra cui alcuni potenti del mondo) si sono dichiarati contrari all’”interruzione” di questa fragile vita?
Il giudice durante l’ultima udienza dice: “Devo decidere questo caso non su dei tweet, non su ciò che viene detto dalla stampa o che viene comunicato ai giornali” e allora perché Charlie vive ancora? Non certo perché la corte ha “ cambiato idea “ ma piuttosto perché alcuni hanno tentato di mettersi “ contro “ la decisione.
Ormai la maschera è stata gettata: lo Stato, il Leviatano ‘democratico’, è padrone della vita delle persone. La condanna a morte, tramite sospensione delle cure, di Charlie Gard, decretata, con il pretesto dell’incurabilità del male, dal governo britannico e ratificata sia dalla Corte Suprema che dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), segna un evento epocale: lo stato è l’indiscusso padrone delle persone e ne decide ‘la vita o la morte’.
Quindi non esiste più un diritto alla vita, se non in rapporto all’utilità che ne deriva; infatti, il governo britannico ha perfino, senza vergogna, accennato, fra le cause della decisione, quella delle spese da affrontare. Charlie va ucciso. I genitori non sono d’accordo? Ma questo non importa: non sono loro i “gestori” di Charlie.
Nessuno si erga a giudice, nessuno cerchi di stabilire per la vita, nessuno crei strumentalizzazione per vicende così gravi. I genitori devono essere liberi di decidere con l’appoggio, l’alleanza e il dialogo con i medici. E chi fa rispettare le leggi deve rendere possibile questa libertà di collaborazione. Perché se c’è una speranza, vale la pena di provare perché altri bimbi sfortunati, dati per spacciati poco dopo la nascita sono riusciti a sopravvivere qualche anno riuscendo a trarre anche gioia dalla vita ed essendo esempio di forza e coraggio per tutti. Nessun bimbo che può parlare dice che vuole morire, i bambini lottano con forza e spesso riescono ancora ad essere di esempio e di consolazione per chi li ama. Ci sono migliaia di famiglie logorate dalla mancanza di assistenza e di contributi e dagli ostacoli burocratici. Se esiste ancora un ‘diritto alla vita’ questo non deve accadere…”.

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