BI24_FLASH_Il ricordo. Alessio Ercoli, Giovani Padani: “Onore a Doddore Meloni, morto per difendere la sua comunità”

_Alessio Ercoli (Giovani Padani)
Sapete chi è Doddore Meloni? Doddore Meloni se n’è andato come Bobby Sands. Sognando la libertà e chiedendo l’autodeterminazione della sua terra e il diritto ad autogovernarsi della sua comunità. Doddore è morto dopo 50 giorni di sciopero della fame mentre era detenuto nel carcere di Uta.
È morto – come ricorda Carlo Lottieri su “Il Foglio” – non per le due condanne di evasione fiscale e false attestazioni, bensì perché, “da presidente del movimento separatista Maris, non ha mai riconosciuto alcuna legittimità alla presenza dello Stato italiano in Sardegna. Si tratta di tesi discutibili? Certamente”, ma come molte altre, per le quali grazie alla libertà di manifestazione del pensiero, sancita dalla Costituzione all’art. 21 comma 1, si è appunto liberi e non si viene messi in carcere, viene garantita la vita e non procurata la morte. Per riprendere Lottieri: “L’ossessione giacobina per l’unità d’Italia ha prodotto un’altra vittima e ora c’è solo da sperare che il suo sacrificio possa, quanto meno, scuotere qualche coscienza.”
“Uno Stato che lascia un uomo morire in carcere per questo, non merita il mio rispetto. Nè il mio riconoscimento” – dichiara Alessio Ercoli, coordinatore provinciale del Movimento Giovani Padani Biella – “Noi siamo quei giovani che non si riconoscono in uno Stato nel quale si chiede una morte dignitosa per Riina e nessuno si preoccupa della vita e della morte di una persona veramente dignitosa, uno Stato nel quale nel 2014 è stata votata una legge che prevede il risarcimento ai detenuti reclusi in “condizioni inumane” salvo poi lo stesso Stato voltarsi dall’altra parte verso i detenuti reclusi ingiustamente. Gli indipendentisti, gli uomini liberi, quelli che perseguono una società diversa, continueranno a lottare anche per te, Doddore!”.

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