BI24_FLASH_Il personaggio. Ivan Bono, l’artista biellese che con le sue opere, tiene viva la “Massoneria Operativa”

Architetti, capi mastri, scalpellini, che con il loro lavoro ed il loro talento, ci hanno regalato alcune delle più grandi opere europee: da ben 300 anni, esiste una “Massoneria Operativa” ben lontana dai fatti di cronaca degli anni Settanta ed Ottanta. Niente Licio Gelli, niente P2, niente piani per conquistare l’Italia, ma un duro ed oscuro impegno quotidiano, per valorizzare la cultura e le sue forme infinite.
Proprio per questo, da anni, la Gran Loggia del Rito Simbolico italiano di Milano, ha istituito il premio d’Arte e Cultura Universale delle Arti Massoniche “Magnum Opus”, proprio per premiare quei “fratelli” che non hanno perso il contatto, con le vere origini di questo antichissimo “movimento” sociale.
Bene, tra gli artisti che tengono in vita la “Massoneria Operativa”, c’è anche il biellese Ivan Bono, che proprio in questi giorni ha ricevuto il prestigioso premio, per l’opera “Training to elevate” che come tutte le sue creazioni, mischia sapientemente più “materie”: l’impatto della parola, la vita passata del catrame, il coraggio della luce che gli ridà energia. Una intensità artistica, capace di inglobare nell’opera, anche la cornice.

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