BI24_FLASH_Il fatto. Dopo un anno di “guerra”, Biella24 ed il Museo Virtuale fanno pace con “La Biellese”: avanti tutti insieme

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Circa un anno fa, dopo sette infinite stagioni di fiaschi e mediocrità, il progetto (progetto???) Junior Biellese Libertas, provava a… virare verso qualcosa di più concreto. Con l’arrivo del vice presidente Lino Riccelli, del ds Mortarino e di alcuni altri nuovi consiglieri, in buona sostanza, si dava inizio all’operazione “avviciniamoci alla vecchia Biellese”.
Inizio stentato, stentatissimo. Tante idee, bene. Troppo entusiasmo, benino. Poca umiltà, malissimo. Ma se ci sono le prime due, le idee e l’entusiasmo, la terza la si può anche acquistare, insieme all’esperienza, viaggiando, lavorando, faticando, sbagliando. In un anno difficile, con l’appoggio senza interesse degli altri giornali ed una guerra aperta non facile da gestire, sia contro “Biella24” che contro il “Museo Virtuale dell’AsB 1902”, nonostante tutto questa “La Biellese” ha infatti trovato la maniera di farsi ammirare, in attesa di farsi amare.
Perché chi si fa un “culo così”, ha anche il diritto di essere poco umile, di commettere qualche errore; chi si fa un “culo così”, può anche imparare dopo, quello che magari sarebbe servito prima. Meglio tardi che mai…
Così per un anno, io me ne sono stato lontano dallo stadio “Pozzo Lamarmora”, lasciando libera una di quelle sedie della tribuna stampa, che – permettete anche a me la mancanza di umiltà – se è vuota… non ci può essere la Biellese che gioca. Ho attaccato questa nuova società, ma non con la becera stupidità propria dei biellesi di oggi: li ho osservati con occhio severo, ma senza guardarli come nemici. Ho capito le intenzioni, visto gli errori, apprezzato le correzioni di rotta. Sperato che non fosse il solito buco nell’acqua.
Un anno dopo, così come è stato giusto un anno prima combattere, adesso credo sia giunta l’ora di aiutare, sostenere, affiancare, questa Biellese che studia da “Biellese”, che vuole fortissimamente essere “Biellese”. E tra tutte queste cose giuste, non poteva non essere giusto ripartire da colui che per primo, ha guidato la ripartenza: Andrea Roano.
Perché quando c’è amicizia, affetto, stima, i “vaffa” ci mettono due secondi a trasformarsi in… una birra media ed un campari col gin. Tra me e Roano, Tra Biella24 e il Museo Virtuale dell’As Biellese e l’attuale Biellese, dopo un anno di guerra tosta, le cose sono ripartite così, ad un tavolo di quegli storici bar di Biella, dove un tempo era un “rito”, ritrovarsi per l’aperitivo e quattro chiacchiere sulla “Biela”.
In questo allenatore si può credere, in questa squadra si può credere, in questa società si può credere. E’ ora di tirare fuori dai cassetti le vecchie sciarpe, la fede di un tempo, la voglia di andare allo stadio e di provare tutti insieme, a far rivivere quei tempi in cui il basket, era soltanto quella cosa che veniva, subito dopo il “rito bianconero” della domenica…

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