BI24_FLASH_La lettera. Raffaella Spaudo: “La ‘Ius Soli’ servirà soltanto se sarà la cultura italiana, a prevalere…”

_Raffaella Spaudo
I migranti che giungono in Italia in gran numero possiedono una cultura ben radicata e completamente diversa dalla nostra. Questo senza dubbio crea alcune difficoltà di convivenza ma d’altro canto è normale che sia così perché ci vuole tempo e molta volontà per integrarsi in un paese ospite, per quanto questo sia collaborante e veramente impegnato ai fini dell’accoglienza.
Il governo Gentiloni propone la “Ius Soli” asserendo che “è un doveroso atto di civiltà verso questi bambini” e che favorirà l’integrazione fra etnie, culture e religioni diverse. L’Italia provvede come può alle nuove e sfaccettate esigenze ma la multiculturalità è di difficile attecchimento. Ogni immigrato rimane sempre legato alla storia della sua nazione e alle sue tradizioni, anche per diverse generazioni, nonostante gli sforzi che lui stesso fa per cercare di integrarsi.
Esiste la crisi di “rigetto” della seconda e terza generazione di immigrati, che cercano di conoscere le proprie origini culturali, dopo che gli immigrati di prima generazione hanno invece fatto di tutto per cancellarle al fine di integrarsi più in fretta nella nuova patria. Se gli Stati Uniti, benché popolati da una fortissima immigrazione fin dall’ origine, non sono riusciti a creare una vera integrazione in due secoli di storia, sarebbe del tutto velleitario pensare che possa farlo l’Italia. In Europa ci sono forti nazionalismi culturali di cui ogni popolo è giustamente geloso, sarebbe un enorme danno al patrimonio culturale, antico di secoli, se andassero perduti.
L’integrazione potrà essere ottenuta facendo prevalere la cultura italiana come più moderna e funzionale di quella degli ospitati che infatti “fuggono” dalla madre patria per le scadenti condizioni in cui versa sul piano della pace e dello sviluppo. Si offre quindi una proposta di vita migliore, non solo sul piano economico ma anche su quello culturale ma non ci si deve plasmare troppo alle personali convinzioni degli immigrati altrimenti, come già inizia a succedere, saranno loro a tentare di convertire noi. A questo proposito un esempio lampante è la sparizione dei crocifissi da sempre più luoghi pubblici con la motivazione che “offendono la delicata sensibilità dei musulmani”
Al grande numero di bambini che diventerebbero italiani aggiungiamo tutte le richieste dei genitori che chiederanno la cittadinanza a fronte di figli già italiani e di fatto si arriverebbe ad una sostituzione etnica dell’Italia ed un nuovo assetto in Parlamento, dove di certo non potrebbe mancare un buon numero di rappresentanti di questa nuova etnia. È dunque meglio riflettere sugli incredibili danni a cui arriveremo a causa di questa legge.

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