BI24_FLASH_Il mondo visto da Biella. Sandro Delmastro: “Trump, le infrastrutture americane e gli investimenti all’estero…”

_Sandro Delmastro Delle Vedove
Negli Stati Uniti d’America si è svolta la “Settimana Nazionale delle Infrastrutture”, che si celebra con assoluta regolarità ogni anno. Il Presidente Trump ha affrontato pubblicamente il tema del grande ‘gap’ di investimenti in strade, ponti, idrovie, ed altre opere pubbliche: leggendo la stampa informata, infatti, nessuno può negare che le infrastrutture più importanti e significative, negli Stati Uniti, siano in condizioni letteralmente disastrose.
Per coloro che, ad oggi, ancora non capiscono come Trump si riuscito a far presa sugli elettori, conquistando una non facile ma comunque clamorosa vittoria nelle elezioni presidenziali, il discorso che ha pronunciato a Cincinnati, nell’Ohio, in data 7 giugno, è particolarmente istruttivo. “Il popolo americano”, ha detto Trump manifestando una visione strategica tipica di un riuscito uomo d’affari prestato alla politica, “merita le migliori infrastrutture del mondo. Siamo la Nazione che creò il Canale di Panama, la Ferrovia transcontinentale e, se ci pensate, il grande sistema autostradale – il sistema ‘Interstate’. Non le facciamo più queste cose, purtroppo.
Nemmeno ripariamo più le vecchie autostrade… costruimmo monumenti allo spirito americano; è ora di riprendere la nostra storia di Nazione di costruttori e di creare nuove vie di viaggio, commercio e scoperta”. Nel corso della sua riuscitissima campagna elettorale Trump ha attraversato la Nazione in lungo ed in largo esaminando le numerosissime strutture pubbliche purtroppo fatiscenti. Non a caso ha rilasciato pubbliche dichiarazioni “scioccanti”:
Ecco le sue parole. “Ho incontrato famiglie che chiedevano, disperate, nuove strade e nuovi ponti. I ponti erano così pericolosi che non potevano usarli; avevano timore che sarebbero crollati”. Come di consueto, Trump ha deprecato che negli Stati Uniti politici di scarsissimo valore continuano a spendere migliaia di miliardi di dollari all’estero, ma, quando si tratta di riparare un ponte o una galleria, dicono agli americani che … non ci sono i soldi! Il Presidente degli Stati Uniti, non a caso, ha citato le innumerevoli industrie, imprese e posti di lavoro che dipendono da fiumi, aeroporti, strade e ferrovie “che si trovano in condizioni misere e perfino disperate.
Per l’acqua, milioni di famiglie americane fanno affidamento su condutture e pompe che ormai sono sull’orlo del collasso”. Rimane dunque da vedere come sarà finanziato il piano di Trump per le infrastrutture: su scala necessaria, il finanziamento non può avvenire con i capitali privati o solo con le cosiddette PPP (partnership pubblico-privato), ma ci vuole una chiara politica di credito produttivo emesso sotto stretti criteri da una banca nazionale. Ma allo stesso tempo, Trump deve mettere in riga i superficialissimi e dannosissimi ‘liberisti’ nel suo partito, che sono ideologicamente contrari a ogni forma di regole e che purtroppo appoggiano le consuete politiche ‘globalistiche’, tipiche della sinistra’, in tal modo sabotando il mantenimento delle promesse importantissime offerte dal Presidente. Nessuno, dunque, in realtà, crede più agli Stati Uniti come una Nazione banalmente carica di miliardi ed anzi tutti stanno rendendosi conto che la ‘povertà’ colpisce anche le aree più ricche! Ora tocca agli Stati Uniti “stringere i denti”!

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