BI24_FLASH_Biella: pochi (ma buoni) per difendere la Funicolare, ricordando il discorso di San Crispino di Shakespeare…

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“…Noi pochi. Noi felici, pochi. Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello, e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo giorno elevata, e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui, e menomati nella loro virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno di San Crispino!…”.
La risposta a quei “pirla” che su Facebook, in queste ore, stanno festeggiando (e pontificando) perché alla manifestazione per salvare la Funicolare non sono intervenute più di una ventina di persone, arriva direttamente da William Shakespeare, dal suo Enrico V, dal discorso di San Crispino, che il re fa ai suoi pochi ma indomiti soldati, la notte prima della grande battaglia con cui l’Inghilterra sconfiggerà ed invaderà la Francia.
Già, allora il Pd non c’era. Erano i tempi degli eroi, dei puri, dei coraggiosi. I buoni vincevano ancora… Questa, a Biella, è invece un’epoca di paurosi, ignavi, scazzati, di gente che si sente stupida ad essere intelligente. Di niente. Di persone, “loro”, che adesso pensano di avere ragione, soltanto perché una città senza palle, ha deciso che era meglio andare a fare shopping, invece di perdere tempo in “quelle cagate lì”.
La Biella di Cavicchioli è questa: non essendoci altro, il vuoto vince. E non c’è niente di meglio del vuoto, per chi ha poco da dire e da dare, per chi fa tanto per fare, per chi mette la politica prima della logica. Per chi pensa di lavorare bene per la comunità, soltanto perché i numeri dicono che venti persone sono meno di cinquanta…
Una città… fondata sullo “scazzo”, sull’apatia, sulle facce che si girano dall’altra parte, sulle porte che si chiudono in faccia a tutto per nascondere il nulla: Biella oggi è questo. Un luogo che affonda ogni giorno nella mediocrità di idee spacciate per “grandiose”, ad un popolo così abituato alla sconfitta sociale da non avere neanche più voglia, ormai, di stare a sindacare sui “fiaschi” in cui si trasformano poco dopo.
Fanculo ai tanti, allo shopping, ai programmi tv del venerdì sera, alla partita di calcetto, all’apericena, alla casa da pulire, al fine settimana che inizia, all’appuntamento dal parrucchiere. Onore a chi ha saputo, a prescindere dal “vincere” o dal “perdere”, andare oltre a tutte queste cazzate che anestetizzano i biellesi e “perdere tempo” in qualcosa di coraggioso, di serio, di importante, di vivo. Degni del discorso di San Crispino: voi pochi. Voi felici, pochi!

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