BI24_FLASH_Territorio. “Sportello Casa”, ecco i dati di due anni in prima linea, tra proprietari perplessi ed inquilini con pochi soldi…

Mettere insieme le perplessità dei proprietari delle tante, troppe case sfitte del Territorio e le esigenze di quegli inquilini “fragili” – tanti, troppi anche qui – che non riescono a trovare una soluzione abitativa conforme al proprio budget. Far incontrare questi due “mondi”, che nel Biellese sono ormai distanti e cercare di farli coesistere, garantendo da una parte, aiutando dall’altra. Ecco quello che hanno fatto, negli ultimi due anni, gli operatori del progetto “Sportello Casa”, attivato nel 2015 da Iris, Cissabo, Coop Maria Cecilia, Filo da Tessere e Caritas, con il sostegno economico di Compagnia San Paolo e Fondazione Crb.
Una sfida difficile, da affrontare su di un terreno, quello immobiliare, che nella nostra Provincia è peggio di un campo minato, ma alla fine, con un po’ di sensibilità da parte di tutti, i risultati stanno cominciando ad arrivare, con 135 proprietari che hanno messo a disposizione i loro immobili, nelle maniere più disparate: dall’affitto ordinario, fino al comodato d’uso, a fronte di lavori di ristrutturazione realizzati grazie ai fondi del progetto. E gli inquilini? Chi sono, le persone che sono state aiutate, dal 4 marzo 2015 ad oggi? Prevalentemente famiglie italiane con minori ed almeno un membro disoccupato e donne e uomini soli, dai 40 ai 64 anni.
E adesso? Adesso si continua, con un nuovo progetto, che completi il precedente. La nuova mission, si chiama “L’abitare su misura” e dovrà servire a “codificare”, a trasformare in un vero e proprio sistema, tutte le esperienze degli ultimi 24 mesi, i problemi riscontrati, le necessità a cui non si era pensato, la collaborazione con le varie amministrazioni comunali, che rappresentano il punto d’incontro da cui può poi iniziare, il lavoro dello “Sportello”.

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