BI24_FLASH_Il caso. Difesa Sociale: “L’Iva sulle bollette Seab? Non era da applicare. Biella deve un sacco di soldi ai cittadini…”

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…La Tia, ha natura tributaria e quindi non è soggetta ad Iva, dal momento che l’Iva come qualsiasi altra imposta, deve colpire una qualche capacità contributiva. Ed una capacità contributiva, si manifesta quando un soggetto acquisisce beni e servizi, versando un corrispettivo, non quando paga una imposta, sia pure mirata o di scopo, cioè destinata a finanziare un servizio, da cui trae beneficio il soggetto stesso. Per quanto attiene all’Iva, poi, il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 3, puntualizza che sono soggette a tale imposta, solo le prestazioni di servizi verso corrispettivo e non quelle finanziate mediante imposte. Dunque, solo ove sussista un corrispettivo (…) dovrà essere applicata l’Iva sulle prestazioni di gestione, stoccaggio e deposito temporaneo, di rifiuti urbani e di rifiuti speciali, nonché sulle prestazioni di gestione, di impianti di fognatura e depurazione”.
Parole e musica della Corte di Cassazione, che il 10 marzo dello scorso anno, con questa sentenza inappellabile, che fa giurisprudenza, inchioda oggi alle proprie responsabilità, quei comuni che, come Biella, in questi anni hanno fatto pagare ai loro cittadini, l’Iva sulle bollette dei rifiuti: “Dovranno restituire tutto quanto – spiega Ivan Brunetti di Difesa Sociale, il partito che ha dato il via, attraverso i propri avvocati, all’azione legale che ha portato a questa sentenza – e dovranno farlo velocemente, se no gli manderemo Equitalia, per i dovuti pignoramenti. Avevamo chiesto che la sentenza, avesse un valore retroattivo di dieci anni, ma i giudici ce ne hanno concessi solo cinque…”.
Bel “casino”, quello combinato da Difesa Sociale; un “casino”, in grado di far saltare i bilanci del comune: “In questo caso, nessuno ha rubato nulla, è importante chiarirlo… Semplicemente, nonostante sia passato più di un anno da quella sentenza – conclude Brunetti – chi si occupa delle questioni economiche del Comune, non si è accorto della cosa o non ha avuto voglia di controllare. E così Biella, come altri 4000 centri italiani, adesso dovrà ridare ai cittadini, tutta quanta l’Iva”.

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