BI24_FLASH_Emergenza profughi/1. Altro che problema… Per Cavicchioli, l’invasione pakistana dimostra quanto si brava e buona Biella…

marco cavicchioli

«Per quanto riguarda l’ultimo gruppo di nove profughi pakistani, giunto in città e preso in carico dalla Prefettura, Caritas ha lasciato un mediatore, per gestire il passaggio di consegne andando, ancora una volta, ben oltre i suoi compiti. La buona notizia è che ora, grazie alla Prefettura, i nove profughi hanno trovato una sistemazione più idonea, pur nella carenza di spazi che il territorio continua ad avere. Resta il fatto che, in una situazione in cui una vicenda difficile dal punto di vista umanitario è stata affrontata da istituzioni e associazioni che non erano tenute a farlo, duole leggere e ascoltare parole gravemente diffamatorie e offensive non già da chi ha un fine politico, ma da chi dovrebbe avere come unico fine quello di informare. Tanto più che Biella è forse un caso unico, nel panorama dell’accoglienza di chi non arriva dai canali “ufficiali”, inviato da Ministero e Prefettura. In altre città, gruppi di persone come quelle che ci impegniamo a sistemare a Biella, dormono in strada o in ricoveri di fortuna senza che nessuno si occupi di loro».
L’invasione dei pakistani, che ormai, grazie al passaparola dei connazionali, stanno giungendo a Biella da ogni punto possibile, per il sindaco Cavicchioli non è nient’altro che lo spunto, per sottolineare l’attività svolta da Caritas e Onlus varie, nell’accoglienza di profughi e stranieri.
Niente allarmi, per un fenomeno che sembra tutt’altro che sottocontrollo; niente critiche, per tutte quelle persone che, giunte in città con la speranza nel cuore, sono finite a dormire agli Zumaglini, abbandonate a se stesse. Biella, per il sindaco, è un perfetto esempio nazionale, di come devono essere gestite queste situazioni.
Sarà… Ma la realtà, è che mentre i rifugiati aumentano – all’ex scuola di Chiavazza, al momento, ci sono 60 persone – la lista delle strutture dove poterli ospitare in maniera idonea, è un bel foglietto bianco. Negli ultimi giorni, addirittura, sono stati utilizzati gli ex uffici Atap di via Macallè…
“L’ex scuola di via Coda a Chiavazza – conclude Cavicchioli – non è un immobile idoneo: ha le docce da campo all’aperto, ben difficili da usare ora che si avvicina la stagione fredda. L’ex sede dell’Atap, resterà comunque come soluzione di estrema emergenza, perché nella nostra città non ci devono essere persone costrette a dormire ai giardini pubblici. Ma occorre una risposta più strutturata a un problema che, stante la pressione alle frontiere di chi fugge da Africa e Asia, rischia di crescere nei numeri in modo notevole. Faremo la nostra parte, come sempre. L’auspicio è che faccia lo stesso il resto del territorio, stimolato dal necessario ruolo di guida della Prefettura».

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