BI24_FLASH_ACCADDE OGGI: il primo settembre 1976, in via Lamarmora, le Brigate Rosse uccidono il vice questore di Biella, Francesco Cusano

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Una tragedia figlia dei tempi, una tragedia tutta biellese.
Il primo settembre del 1976, in città, fa ancora caldo: la gente si riversa allo Chalet che si trova ai giardini Zumaglini, per un gelato; altri, si mettono alla guida ed escono, per godersi le ultime serate estive.
Anche il vice questore Francesco Cusano, quella maledetta sera, decide di uscire in strada con l’appuntato Primo Anceschi, per effettuare dei controlli. La coppia di poliziotti, si ferma in via Lamarmora, proprio a pochi metri dalla storica gelateria cittadina. Cusano prende la paletta ed inizia ad osservare il traffico.
Pochi minuti ed il vice questore nota un’auto targata Milano, con due uomini a bordo. Li ferma e chiede a chi è alla guida, patente e libretto. Saranno le sue ultime parole: anziché i documenti, l’uomo estrae una pistola e spara senza pensarci due volte.
Cusano, colpito in pieno petto, cade a terra; l’auto riparte sgommando: l’appuntato Anceschi, preso alla sprovvista, abbozza una reazione, ma non può fare molto.
Per il vice questore di Biella, non c’è più nulla da fare.
Da quella terribile serata, ogni anno, proprio in quel punto che oggi tutti conoscono come Largo Cusano, i biellesi ritornano, il primo settembre, per ricordare quella piccola grande scheggia di anni di piombo, che in una serata calda come tante altre, si è infilata non solo nel cuore di un uomo, di un poliziotto, di un padre e di un marito, ma anche nella mente di un Territorio. Che non può e non deve dimenticare.

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