BI24FLASH_ACCADDE OGGI: il 4 giugno 1859, a Magenta, il piccolo esercito piemontese, sconfigge la grande armata austriaca

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_Gilberto Caon
Nell’estate 1858 il primo ministro del regno d’Italia, Camillo Benso conte di Cavour incontrò segretamente l’imperatore francese Napoleone III a Plombières-les-Bains per stipulare un accordo politico e militare, nel quale la Francia avrebbe appoggiato e sostenuto militarmente l’Italia in un eventuale conflitto con l’Impero austriaco; in cambio i territori di Nizza e Savoia sarebbero stati concessi allo stato francese. Furono poste le basi per quella che verrà definita dagli storici come la seconda guerra di indipendenza italiana. Nel gennaio 1859, infatti, il re d’Italia Vittorio Emanuele II si fece portavoce e guida suprema di tutti quei movimenti militari antiaustriaci presenti in tutta la penisola italiana; lo stesso confine tra il Regno sabaudo e il Lombardo-Veneto venne raggiunto da uno stuolo sempre più numeroso di volontari e carbonari, pronti a lottare e a combattere per l’indipendenza italiana. La tensione tra i due paesi si fece sempre più incandescente e, dopo aver inviato un ultimatum verso il Piemonte, caduto inesorabilmente nel vuoto, l’alto commando austriaco decise di invadere il novarese e di sbaragliare l’esercito sabaudo prima dell’arrivo dei francesi. Fu l’inizio della seconda guerra d’indipendenza. Dopo aver resistito per diversi mesi all’invasione austriaca, l’esercito piemontese riuscì a ricompattare le proprie forze e ad unirsi alle forze armate francesi e, il 4 giugno 1859, ebbe luogo un’enorme battaglia presso la città di Magenta: inferiore di numero ma consapevole del proprio potenziale, l’esercito franco-sabaudo sconfisse le armate austriache e si riprese la zona del novarese, penetrando in seno alla Lombardia. Una vittoria preziosa che mise in evidenza le difficoltà e i limiti di un Impero multietnico e anacronistico, destinato a collassare e a smembrarsi decenni dopo, a fronte delle continue istanze nazionalistiche dei vari popoli sottomessi all’Austria. Per il Regno d’Italia, invece, fu l’inizio di una stagione che porterà, di lì a qualche anno, alla conquista della Lombardia, delle maggiori regioni del Centro- Italia e, con la spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, alla completa sottomissione del Regno borbonico delle Due Sicilie.

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