BI24FLASH_ACCADDE OGGI: il 3 giugno del 1968, la scrittrice Valerie Solanas, tenta di uccidere a colpi di pistola, il maestro Andy Warhol

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_Gilberto Caon
Il pittore Andy Warhol era solito sostenere che nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti. Di sicuro, lo fu per tutta la vita: pittore, artista, fotografo, attore, sceneggiatore e produttore, Andy Warhol fu sicuramente l’artista più poliedrico e geniale del secolo scorso. Un pilastro fondante della Pop Art e una delle personalità più ingegnose ed influenti del XX secolo. Un uomo che rischiò perfino la morte violenta a causa di una disputa mai del tutto chiarita: era il 3 giugno 1968 e la scrittrice, attrice e attivista statunitense Valerie Solanas attentò alla vita del celebre artista, sparando diversi colpi di pistola a lui, al suo critico d’arte e al suo compagno Mario Amaya, all’interno della Factory, il principale studio ove il maestro era solito lavorare e rifugiarsi. Andy Warhol fu ferito gravemente e scampò alla morte per puro miracolo, grazie soprattutto all’intervento tempestivo dei medici ospedalieri. La sera stessa Solanas veniva arrestata e accusata del tentato omicidio dell’artista, causata, a suo dire, dall’invadenza ossessiva di Warhol nella sua vita privata e dal suo tentativo di danneggiare e copiare il suo lavoro. Accuse confermate in aula, ove Warhol rifiutò di testimoniare contro di lei e che portarono ad una condanna di tre anni di reclusione: Valerie Solanas venne giudicata, infatti, affetta da schizofrenia paranoide. Una vicenda destinata a modificare profondamente lo stile di vita e l’ispirazione di uno dei talenti più affermati d’America: da quel momento, infatti, Andy Warhol si rifugiò nel suo studio privato, disertando ed evitando le facili distrazioni, le numerose feste e le eventuali ricorrenze della metropoli americana fino alla sua morte, avvenuta molti anni dopo nel febbraio 1987, all’età di soli 59 anni.

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