La Pasqua dei biellesi/3. La storia. “Avevo la faccia a brandelli. Il Professor Benech mi rimesso assieme. Letteralmente”

Gianfranco Zulian e Arnaldo Benech_Roberto Scucca
Per una volta, facciamo finta di niente. Il giornalista e l’intervistato, sono la stessa persona. Ma quello che più conta, è il pezzo di vita, il fatto, l’uomo, di cui stiamo per parlare.
E’ di questi giorni, la notizia che anche a Biella, con l’aiuto di Novara, aprirà l’ambulatorio della chirurgia Maxillo-Facciale. E posso già metterci la mano sul fuoco ora, che la collaborazione, partorirà un successo.
Al Maggiore, infatti, in questo campo, sono dei veri e propri maghi. E la mia faccia, lo dimostra ogni giorno.
Ok, niente risate e battutine: bello, non lo sono mai stato. Ma vi assicuro che con… l’incidente di cui ero rimasto vittima nell’estate del 2006, ho rischiato di diventatare tanto, ma tanto più brutto. Più che altro, assimmetrico…
Visto che dobbiamo parlare di chi ha sistemato il casino e non di chi l’ha fatto, passiamo subito alla dignosi: doppia frattura scomposta della mandibola. In pratica, avevo un pezzo di faccia, da sotto l’orecchio a metà della bocca, che stava lì, ancora al suo posto, solo perché c’erano pelle, nervi e muscoli.
Unica opzione: un bell’intervento di micro-chirurgia, da circa sei ore. Un intervento, che è stato portato a termine dal professor Benech e dal suo staff, in maniera perfetta.
Niente segni esterni: quando mi sono svegliato, avevo una ventina di punti di sutura, alla base delle gengive, due belle pacche di titanio dentro la faccia e un buchetto sulla guancia grosso come un brufolo, da cui era stata fatta passare una delle due barre.
Ho dovuto tenere i denti bloccati per una quarantina di giorni, mettermi gli elastici di notte, buttare giù un ettolitro di contramal, ma dopo due mesi, nonostante fosse stato toccato il nervo mentale, che regala sensibilità a mezza faccia, ero già… allo stadio, ad urlare a squarcia gola “Forza Toro”, con il professor Benech – il mio salvatore – proprio a pochi passi da me.
Questioni calcistiche a parte, con uno staf come quello del “prof” a fianco, non ci sono dubbi che i bravi medici del nostro ospedale, sapranno diventare dei maghi, in grado di… salvare anche la “ghigna” più sgradevole
”.

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